Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha dichiarato in Assemblea regionale che il suo governo ha sempre mantenuto una linea improntata al rigore, alla trasparenza e al rispetto delle istituzioni in materia di questione morale. Schifani ha illustrato le azioni intraprese dal suo esecutivo durante la relazione sullo stato di attuazione del programma, sottolineando la prontezza nell’assumere decisioni immediate e anche politicamente difficili quando le circostanze lo hanno richiesto.
Le scelte sulla composizione del governo
Il presidente Schifani ha richiamato la revoca di due assessori, espressione della Nuova Dc, un partito alleato della coalizione di centrodestra.
Questa decisione fu motivata da un quadro accusatorio che, in quella fase, sembrava prospettare un coinvolgimento sistemico dell'intero partito. Successivamente, tuttavia, l’evoluzione delle indagini ha circoscritto le contestazioni alla posizione di un singolo esponente e a un unico episodio delittuoso. Venute meno le ragioni iniziali, Schifani ha ritenuto giusto reintegrare quel partito nella compagine di governo. Ha affermato che la coerenza impone non solo di assumere decisioni necessarie, ma anche di saperle riconsiderare quando i presupposti mutano. Lo stesso principio, ha aggiunto, ha ispirato il comportamento tenuto nei confronti di un altro assessore.
Principi costituzionali e rispetto della magistratura
Il governatore ha inoltre evidenziato l’applicazione del principio sancito dall’articolo 27, secondo comma, della Costituzione italiana, secondo cui l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Schifani ha definito tale principio uno dei pilastri dello Stato di diritto, valido per ogni cittadino senza eccezioni. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, il presidente ha auspicato che l'assessore coinvolto in vicende giudiziarie possa dimostrare al più presto la propria estraneità ai fatti contestati.
Il bilancio di quasi quattro anni di governo
La relazione di Schifani all’Assemblea regionale siciliana ha rappresentato un bilancio dettagliato di quasi quattro anni di mandato, toccando temi fondamentali quali finanza pubblica, sanità, infrastrutture, turismo, ambiente, imprese e pubblica amministrazione.
Il presidente ha rivendicato il risanamento dei conti pubblici, con un avanzo di oltre cinque miliardi di euro e il miglioramento del rating regionale, oltre a risultati economici superiori alla media nazionale. Ha evidenziato come ciò abbia permesso significativi investimenti, sostenuti da fondi europei, in settori chiave come infrastrutture, social housing, edilizia scolastica e ricerca sanitaria.
Tra le riforme e gli interventi principali, Schifani ha menzionato la riorganizzazione della Cts per accelerare le autorizzazioni ambientali, il ritorno dei dissalatori e il piano per i termovalorizzatori, con il rilancio delle Terme di Sciacca e Acireale. Ha dato particolare rilievo alle emergenze climatiche e idriche, con interventi post-ciclone e fondi per la ricostruzione e il recupero delle reti idriche e degli invasi.
Nel settore pubblico, sono state sottolineate migliaia di nuove assunzioni, stabilizzazioni e la digitalizzazione.
Sul fronte del turismo, della cultura e dello sport, il presidente ha evidenziato il superamento dei 23 milioni di presenze nel 2025 e l’aumento dei visitatori stranieri, con investimenti in parchi archeologici e teatri. In campo economico, sono stati ricordati incentivi e accordi per collegare formazione e occupazione. Importanti interventi hanno riguardato le infrastrutture (rete ferroviaria, aeroporti, porti, logistica e il progetto del Ponte sullo Stretto) e le politiche per la sanità, i giovani e il sociale (nuovi ospedali, sanità territoriale, riduzione liste d’attesa, borse di studio, South Working, Reddito di povertà e misure contro le nuove dipendenze).
In chiusura del suo intervento, Schifani ha affermato che la Sicilia ha recuperato solidità finanziaria, capacità amministrativa e credibilità istituzionale, pur riconoscendo che vi sono ancora sfide aperte. Riferendosi alla questione morale, ha ricordato vicende giudiziarie passate di esponenti regionali, sottolineando ancora una volta il rispetto della presunzione d’innocenza.