Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato l'8 luglio 2026 una significativa modifica allo Statuto della Regione. Questa revisione introduce due elementi chiave: la possibilità di nominare un nono assessore nella Giunta e l'inserimento, tra i principi fondamentali, dei diritti alla felicità e alla connettività. La decisione è stata ratificata con 25 voti favorevoli, 13 contrari e 2 astenuti, segnando un passo importante per l'assetto istituzionale e i principi ispiratori dell'ente regionale.

La modifica statutaria, che interviene sull'articolo 59, amplia la composizione massima della Giunta regionale.

Fino a oggi, l'esecutivo poteva contare su un massimo di otto assessori, oltre al presidente. Con la nuova disposizione, il numero massimo sale a nove, offrendo al presidente della Regione maggiore flessibilità nella nomina e nella distribuzione delle deleghe.

Un'altra novità sostanziale riguarda l'introduzione dei diritti alla felicità e alla connettività. Il diritto alla connettività sottolinea l'importanza dell'accesso universale alle tecnologie digitali, fondamentale per la partecipazione civica e lo sviluppo personale. Il diritto alla felicità eleva il benessere personale e la qualità della vita dei cittadini a principio guida dell'azione regionale. Il presidente del Consiglio regionale ha rimarcato come "la Toscana si conferma una regione innovativa, attenta ai nuovi bisogni dei cittadini".

Nonostante l'approvazione, la proposta ha generato un vivace dibattito. Alcuni gruppi politici hanno espresso perplessità sull'effettiva applicabilità e sulla concreta traduzione in politiche pubbliche dei nuovi diritti introdotti, pur riconoscendone il valore simbolico.

Lo Statuto della Regione: Funzioni e Principi

Lo Statuto della Regione Toscana è la legge fondamentale che disciplina l'organizzazione, le funzioni e i principi ispiratori dell'ente regionale. Definisce la struttura degli organi di governo, regola i rapporti tra cittadini e istituzioni e sancisce i diritti dei residenti. Le modifiche statutarie richiedono una procedura legislativa rafforzata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri regionali.