Erik Lavevaz, assessore regionale all’istruzione, cultura e politiche identitarie della Valle d’Aosta, è intervenuto ad Aosta il 25 settembre 2026 per commentare il recente decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri. Nel suo discorso, l'assessore ha posto l'accento sul ruolo imprescindibile della scuola, definendola non solo un luogo di apprendimento accademico, ma soprattutto uno spazio di accoglienza, un centro nevralgico per la formazione civica e un punto di riferimento essenziale per il supporto agli studenti. Una particolare enfasi è stata data alla questione delle competenze linguistiche, considerate un fattore chiave per l'inclusione e il successo formativo.

Lavevaz ha ribadito con chiarezza la sua visione pedagogica e sociale: «La scuola deve essere il luogo dell'accoglienza. È lo spazio in cui si formano i cittadini del futuro: dobbiamo essere capaci di insegnare tanto i contenuti quanto i valori morali che ci guidano come comunità». Questa affermazione sottolinea la duplice funzione dell'istituzione scolastica: da un lato, la trasmissione del sapere e delle conoscenze, dall'altro, l'educazione ai principi etici e ai comportamenti responsabili che sono alla base della convivenza civile. L'assessore ha così collegato il lavoro quotidiano delle scuole alla costruzione di una società più coesa e consapevole.

Il nodo cruciale delle competenze linguistiche: l'intervento regionale

Un punto distintivo dell'intervento di Lavevaz è stata la netta separazione tra il tema dell'origine degli studenti e quello delle loro effettive competenze linguistiche. L'assessore ha evidenziato che la priorità per l'azione regionale non risiede nella provenienza geografica o culturale degli alunni, bensì nella loro capacità di utilizzare la lingua italiana in ambito scolastico. «Il problema che è giusto prendere in carico – ha specificato Lavevaz – non è quello della provenienza dei ragazzi, ma della loro competenza linguistica: se ci sono problemi specifici, interverremo a supporto delle scuole». Questa dichiarazione evidenzia un approccio pragmatico e orientato alla risoluzione delle difficoltà concrete.

Il riferimento al supporto alle scuole si traduce in un impegno concreto da parte della Regione Valle d'Aosta a intervenire in tutte quelle situazioni in cui le difficoltà linguistiche rappresentino un ostacolo al percorso formativo degli studenti. La Regione si è detta pronta a fornire un sostegno mirato e tempestivo, garantendo che le scuole possano disporre delle risorse necessarie per affrontare queste sfide. L'obiettivo è assicurare che ogni alunno, indipendentemente dalla sua provenienza, possa raggiungere un adeguato livello di padronanza linguistica, elemento fondamentale per l'integrazione e il successo scolastico. L'intera posizione dell'assessore si concentra, quindi, sulla capacità del sistema educativo di rispondere in maniera efficace e inclusiva ai bisogni formativi specifici.

Il quadro dell'anno scolastico 2026/2027 in Valle d'Aosta

Nel più ampio contesto dell'anno scolastico 2026/2027, il sistema educativo valdostano ha accolto un totale di 15.556 alunni. Questa significativa popolazione studentesca è distribuita tra i diversi ordini e gradi di istruzione. Nello specifico, si registrano 2.213 iscritti alla scuola dell’infanzia, mentre la scuola primaria conta 4.289 alunni. Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado, gli studenti sono 3.153, e le scuole secondarie di secondo grado accolgono il numero più elevato, con 5.901 ragazzi. Questo quadro generale include anche la cerimonia inaugurale dell'anno scolastico, fissata per il 10 settembre presso l’Istituzione sc