Dovrebbe essere il fiore all'occhiello della Capitale, il suo biglietto da visita. A due passi dal più grande aeroporto italiano per numero di passeggeri e traffico di merci, Fiumicino dovrebbe tenere al suo look almeno un po'. Purtroppo non è così. Accanto all'annosa piaga dell'abusivismo edilizio, ve ne sono presenti molte altre che hanno ostacolato e continuano a ostacolare lo sviluppo della zona. Ed è un vero peccato perché a questo comune, che tanto lottò negli anni '90 per ottenere l'autonomia, la natura non ha lesinato doni preziosi e bellezze di ogni genere. Il mare, innanzitutto, che per secoli ha rappresentato la prima fonte di sopravvivenza dei suoi abitanti.

Ma anche la Riserva naturale del Litorale Romano che il Comune gestisce con Roma Capitale per la sua porzione di territorio. Qui è ancora possibile - risalendo lungo il Canale e poi lungo il percorso principale del Tevere - imbattersi in diverse specie di uccelli acquatici tra cui l'airone cinerino e il martin pescatore.

Per non parlare delle memorie storiche. Basti pensare ai siti degli scavi archeologici dell'antica necropoli romana di Porto dove ancora oggi è possibile ammirare alcuni mosaici e decorazioni pittoriche giunte a noi in ottimo stato di conservazione. E che chi scrive ha potuto visitare con rinnovato entusiasmo e profonda gioia l'estate scorsa.

Sporcizia e degrado

Quello che lascia esterrefatti chi torna a Roma dopo tanti anni di assenza è l'immutato degrado, l'incuria perenne in cui questa area metropolitana viene costantemente lasciata e alla quale sembra essere ormai avvezza, quasi rassegnata. I servizi sono rimasti quelli di 30 anni fa.

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A cominciare dalla nettezza urbana (a Fiumicino, incredibile ma vero, la raccolta differenziata è un optional) passando per l'inadeguatezza e le condizioni obsolete del trasporto pubblico urbano e extraurbano (i collegamenti con il centro di Roma lasciano ancora molto a desiderare) lo stato di abbandono delle aree verdi, la sicurezza.

Quello che però ci è parso davvero sconcertante è l'abbandono del lungomare. Pali ed enormi quanto improbabili recinzioni stazionano intorno alle spiagge da anni di fronte agli occhi dei cittadini impotenti. E dei turisti esterrefatti. Solo qualche scritta di protesta compare sui muri. Che cosa blocca lo sviluppo di Fiumicino? Ovunque cantieri edilizi bloccati, costruzioni dismesse, alloggi mai finiti o dalla incerta destinazione d'uso. E tanti nomi, qua e là, di questo o quel direttore dei lavori, questo o quel costruttore, che fanno sorgere in noi ancora dubbi, tanti dubbi.

"Fiumicino pure l'avevano in mano i Casalesi" - aveva dichiarato qualche tempo fa Angelo Grillo, imprenditore in odore di camorra arrestato dal pm antimafia di Napoli nel 2013. Speravamo che fosse finita. #Cronaca Roma