L’università la Sapienza di Roma per una triade di giorni, il 28-29-30 settembre, diventa teatro di discussione e approfondimento su una tematica culturale di spessore quale l’atmosfera della Roma settecentesca, intesa nei suoi aspetti politici, artistici e di costume. Nella cornice dell’aula Nino Pirrotta, situata nella facoltà di Lettere, avrà luogo un incontro tra esimi professori e studiosi specialisti dell’argomento in tutte le sue diramazioni. 

Il Settecento romano verrà trattato in tutte le sue sfaccettature, a partire dal contesto storico, al conseguente indirizzo letterario diffuso all’epoca, che risentiva dell’influenza politica in loco ed europea.

Una multidisciplinarietà che illuminerà su problematiche storiografiche ancora oscure e fornirà spunti per nuove ricerche al riguardo.

Questo è l’intento della direttrice del Dipartimento di studi greco-latini, italiani, scenico-musicali, la dottoressa Beatrice Alfonzetti, che “aprirà le danze”, introducendo gli interventi delle varie sessioni d’incontri in corso in questi giorni, dalle ore nove e mezza fino al pomeriggio. Gli interventi verteranno sulla complessità dell’anima settecentesca romana, investita dal diffondersi delle idee dell’Illuminismo e allo stesso tempo testimone della rinascita di un Classicismo. Un rinnovato interesse per i testi e l’iconografia classica conviveva con il propagarsi di un messaggio rivoluzionario, di matrice europea, e con un sentire laico, fedele ai precetti illuministici. 

Questo habitus contaminava tutti i vari settori culturali, dal consolidamento di accademie come l’Arcadia, fulcro di letterati (i cosiddetti “pastori-poeti), alla commemorazione neoclassica nelle arti visive, a sonorità antiche di compositori quali Arcangelo Corelli, fino al mecenatismo di papi quali Pio VI e Clemente XI.

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Ecco una piccola anticipazione della prima mattinata svolta all’insegna della discussione socio-politica. Il primo intervento, tenuto da Amedeo Quondam, sarà proprio sulla concezione estetica ideale come veniva intesa dal Bellori, storico dell’arte seicentesco, che riscoprì i classici gettando le fondamenta per un nuovo sentire artistico. A seguire Valentino Gallo tratterà la figura storica di Cristina di Svezia, figura di spicco nel panorama nobiliare romano all’epoca; Javier Gutiérrez Carou approfondirà la critica di opere letterarie quali l’“Endimione” di Guidi a confronto con Tasso e Guarini; seguirà Marina Formica con l’approfondimento sul papato di Clemente XI; infine una panoramica sui costumi romani delle feste esposta da Simone Caputo.

Il viaggio nella Roma del Settecento prosegue con interventi a tutto tondo sulla tematica e con un nutrito calendario di eventi posto, a chi potesse interessare sul sito, dell’università.