La bocciatura del metodo Stamina sulle cellule staminali di Davide Vannoni da parte della commissione scientifica creata dal ministero per la Salute, ha gettato nello sconforto tutti quei malati che hanno bisogno delle staminali per sopravvivere e che vedono nelle cellule staminali l'unica soluzione possibile a tutti i loro problemi di salute. Ma Davide Vannoni e la Stamina Foundation hanno fatto sentire la loro voce attraverso i social network, una voce che è carica di astio nei confronti di un sistema malato come quello italiano ma che è anche carica di speranze, una voce che parla direttamente al cuore dei malati e cerca di rassicurarli.


Sulla pagina Facebook ufficiale di Stamina Foundation leggiamo: "Cari amici, veramente vi state preoccupando della bocciatura di una commissione farlocca di esperti di parte? Veramente pensate che questa finta sperimentazione fatta per affossare definitivamente il metodo Stamina sia una perdita per qualcuno? L'unico merito che riconosco al comitato "scientifico" è di produrre un risparmio per lo stato di 3.000.000 di euro.

Eppure lo avevo detto fin dall'inizio che questa era una presa in giro per i malati, ma sembrava che se Stamina non avesse consegnato il protocollo standardizzato (e abbiamo standardizzato tutto quello che era possibile) avrebbe tradito i pazienti. Poi abbiamo scoperto che la sperimentazione copriva solo la fase 1 e 2 e che il suggerimento era quello di vendere la metodica a una casa farmaceutica che completasse la fase 3 (la più costosa) e che in seguito rivendesse a voi il farmaco stamina". 

Stamina Foundation aveva già capito quindi che questa commissione scientifica non avrebbe dato il suo assenso e che alla fine erano entrate in gioco questione economiche che mai invece Davide Vannoni avrebbe voluto prendere in considerazione, lui che non ha mai fatto pagare i suoi pazienti, lui che si è indebitato pur di riuscire a portare avanti il suo progetto sulle cellule staminali. Per fortuna però Stamina Foundation non si ferma e continua ad interpellare importanti scienziati che hanno davvero voglia di aiutare i malati che hanno bisogno di cellule staminali. "Oggi ho incontrato degli scienziati", continua il discorso sulla pagina Facebook, "che hanno voglia di capire e di studiare e che provano curiosità e non invidia e astio. Scienziati che sono convinti che le staminali siano trapianti e non farmaci".


Non solo, si parla anche delle cure compassionevoli con cellule staminali per tutti coloro che sono riusciti a vincere il ricorso: "Ora cari amici posso dirvi che le terapie compassionevoli a Brescia continueranno per tutti i pazienti che hanno vinto il ricorso. Almeno Stamina continuerà in questa sua missione. Non vale più la pena di combattere (come ho detto a Roma alla manifestazione del 10 settembre) per fare approvare leggi o emendamenti. Oggi la lotta è perché finisca il boicottaggio delle cure compassionevoli presso gli Spedali civili di Brescia".


Per adesso quindi Stamina non crede nella sperimentazione, non crede che il governo la voglia e che vi sia qualche possibilità di poterla ottenere. Stamina crede però che le cure compassionevoli possano andare avanti, e vuole continuare a lottare in questo senso con la speranza di riuscire a garantire delle migliori condizioni di vita per quante più persone possibile.