"Fisiologicamente tendiamo a tracciare una linea tra un passato trionfale, quello del periodo vacanziero, e un futuro problematico e conflittuale, quello del rientro al lavoro - spiega professor Piero Barbanti, Primario Neurologo dell'IRCCS San Raffaele Pisana -Si tratta di una linea che va in picchiata, da un trionfo a un declino, e che rappresenta solo la nostra paura e le nostre ansie".
Gli italiani che soffrono di stress da rientro sono sei milioni. I sintomi, legati alla lunga pausa estiva, sono tanti come l'insonnia, il nervosismo e la depressione. Non riusciamo a concentrarci su ciò che dobbiamo fare, ci sentiamo oppressi dai tanti, anzi troppi impegni. Possiamo però fare nostri alcuni consigli: dormire è molto importante, non passare bruscamente dalle otto ore di sonno delle vacanze, alle sei ore della città. Prima di andare a dormire, rilassiamoci in un bagno caldo; cerchiamo di rientrare qualche giorno prima dalle vacanze, così da abituarci alla vita di città, evitando l'impatto troppo brusco; ricominciamo a fare esercizio fisico, così da diminuire lo stress, ci aiuterà anche a dormire meglio; cominciamo da subito a seguire un'alimentazione corretta, apportando zuccheri, carboidrati semplici e quelli complessi nel nostro organismo.
L'umore può migliorare grazie ai cibi che contengono melatonina. Essa è contenuta ad esempio, nella buccia dei chicchi d'uva. Trascorrere ancora qualche ora al sole passando la pausa pranzo fuori all'aperto. La mente in queste situazioni è molto importante e dunque un pensiero positivo aiuta. Facciamo un po' di pausa tra un'occupazione e l'altra, riattiviamo la circolazione e riposiamo la vista.
Anche per gli studenti il ritorno alla scuola con i suoi impegni andrebbe affrontato con gradualità. Se se ne ha l'occasione concedersi un weekend di vacanza.