L'ansia può essere una normale reazionedell'essere umano a situazioni ed eventi di vita, e in una certamisura può essere considerata una reazione necessaria, ma puòdiventare un fenomeno patologico quando supera determinati livelli,valutati soggettivamente dal paziente e oggettivamente dallospecialista, attraverso test e una disamina delle limitazioni allenormali attività quotidiane.

La differenziazione fra ansia normale e ansiapatologica insomma, risponde ad un criterio meramentequantitativo.

Per fare un esempio concreto, ripetuti episodi dipanico che causino forti limitazioni all'individuo, riducendone lospazio vitale e provocando l'instaurarsi di sintomi di evitamentodi luoghi e situazioni ritenuti potenzialmente "ansiogeni", sonoda considerare manifestazioni che rientrano nella patologia.

La terapia dell'ansia si avvale dellafarmacoterapia e della psicoterapia di diverso orientamento,da quella psicoanalitica alla terapia cognitivo-comportamentale.I farmaci principali utilizzati nella cura dell'ansia sono lebenzodiazepine e gli antidepressivi (SSRI, NARI, ecc.), chehanno dimostrato un effetto sull'ansia che va al di là della loroazione antidepressiva.

Tali farmaci però hanno spesso effetti collateralisignificativi, come sedazione, aumento di peso e riduzione dellecapacità cognitive, ed inoltre, in particolare le benzodiazepine,causano tolleranza e dipendenza. In altre parole, la dose delfarmaco necessaria a raggiungere l'effetto terapeutico desideratodiviene progressivamente maggiore con l'andar del tempo e lamancata assunzione dello stesso crea sintomi da dipendenza.

Per tale motivo negli ultimi tempi si presta semprepiù attenzione a prodotti fitoterapici, tramandatici da culturetradizionali millenarie, che in studi clinici controllati hannodimostrato una buona efficacia clinica senza il corteo di sintomiindesiderati tipici dei farmaci classici.

Uno dei prodotti più interessanti per il suo effettoe il suo profilo farmacologico fra i rimedi naturali contro l'ansia èil Kava Kava.

Kava Kava è il nome dato al rizoma di una pianta checresce nelle regioni di Polinesia e Oceania: il Piper Methysticum,un arbusto appartenente alla famiglia delle piperacee. Il Kava Kava èdotato di proprietà ansiolitiche, ipnotiche ed anestetiche ed ha unuso molto versatile, con risvolti anche sociali, non a caso nelleregioni native è impiegato per risolvere conflitti tra gliindividui, facilitare la comunicazione con l'aldilà, e promuovere lecapacità di socializzazione in occasione di eventi particolari, comeun matrimonio. L'unico problema è che ad alte dosi è tossico e inalcune persone, a causa della congenita mancanza di enzimi deputatial metabolismo dei composti della pianta, può causare una severainsufficienza epatica.

Per tale motivo in Italia è stato vietatol'uso del Kava Kava sotto forma di integratore.

Meccanismo d'azione

Il Kava Kava, analogamente alle benzodiazepine,agisce modulando l'azione del GABA, un neurotrasmettitorepresente in circa il 30% delle cellule nervose dell'organismo. IlGABA ha un'azione prevalentemente inibitoria.

Da studi effettuati emerge che le proprietà ansiolitichee sedative del Kava Kava sono da attribuirsi a principi attividenominati kavalattoni o kavapironi, quali kavaina (1-2%),diidrokavaina (0,6-1%), metisticina (1,2-2%) e diidrometisticina(0,5-0,8%).

Il dato interessante di questa pianta è cheall'effetto clinico evidente non si associano il solito corteo di effetti collaterali dei farmaci classici come lebenzodiazepine.

Il Kava Kava non causa né tolleranza, né dipendenzae questo ha incoraggiato un paese come la Germania a valutare lapossibilità di introdurlo nella farmacopea ufficiale.

Da quanto apprendiamo dai dati della letteraturaperò, l'abuso prolungato di questa pianta (dosaggi superiori aquelli terapeutici per lunghi periodi), può indurre pesanti effettiindesiderati a carico dell'apparato cardiovascolare, del fegato,della pelle e degli occhi.

Insomma il Kava Kava è un rimediopromettente, ma come tutte le sostanze, siano esse artificiali o naturali, va usato concautela, e tuttora l'esperienza più importante, a parte alcuni studia doppio cieco effettuati con il placebo, ci proviene dallepopolazioni che lo usano da secoli.

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