Avendo piccoli o grandi problemi di salute, vi siete mai chiesti cosa potrebbe provocare un certo tipo di farmaco al vostro organismo, già così debilitato dal disturbo clinico che accusate? Avete mai anche solo lontanamente immaginato che magari quella particolare compressa che siete obbligati a prendere tutti i giorni, alla fine della fiera potrebbe farvi più male che bene? Prestate attenzione al bugiardino, informandovi sui componenti della medicina che erroneamente considerate di vitale importanza per voi?

Qualche volta vi chiedete per caso, che tipi di "veleni" o di inutili "placebo", sono ad esempio contenuti all'interno di una scatola di pastiglie per il mal di testa, o di un flacone erboristico dei tanto sponsorizzati "Fiori di Bach"?

Se non ve ne siete mai interessati, allora probabilmente è arrivato il momento di occuparsene in maniera seria e consapevole.

Analizzando attentamente la situazione, scopriamo con una certa apprensione, che per ogni malessere c'è qualcosa in grado di risolverlo, che si tratti di impotenza sessuale, perdita di capelli, rughe dovute all'avanzare dell'età o adipe in eccesso da debellare assolutamente. Se ancora non lo sapete, buona parte degli esseri umani rientra nella categoria del cosiddetto "malato immaginario", dal momento che ogni anno si spendono 5,1 miliardi di euro in farmaci che non curano una vera e propria patologia. In pole position sembra esserci il paracetamolo, con un acquisto di ben 3.042.300 confezioni nei primi sei mesi del 2013, seguito da 1.913.808 fiale di nafazolina, un decongestionante nasale, fermenti lattici, gel antinfiammatori, analgesici per 1.486.898 confezioni, lassativi e antinfiammatori per bocca (1 milione e 300 mila).

Proseguendo, visto che non ci sono limiti all'assurdo, ecco spuntare la fascia per il polso utile ad attenuare il mal di mare e il mal d'auto, il cui costo si aggira sui 16.50 euro. La verità però è che non funziona minimamente, perché preme su un punto della pelle che non è collegato alla nausea. Subito dopo, ecco comparire le celeberrime "pillole blu" utilizzate dopo i 60 anni d'età, per una seconda giovinezza a livello sessuale, costo da 40 euro in su, e gli afrodisiaci naturali alias multivitaminici con piccole quantità di erbe amazzoniche e asiatiche considerate "eccitanti", ma dalla dubbia efficacia.

E del terrore da calvizie super incipiente ne vogliamo parlare? Innanzitutto sfatiamo un mito, cioè quello del minoxdil, per il quale se ne sono dette tante, ma che in realtà non serve a far tornare i tanto sospirati capelli, se questi sono purtroppo atrofizzati.

Il suo unico scopo, sborsando da 20 a 70 euro, è quello di stimolare la microcircolazione, il tutto accompagnato poi da confezioni di shampoo miracolosi per il rinfoltimento della chioma, e da compresse orali di provenienza non ben definita, il cui prezzo totale sfiora i 60 euro di spesa, con l'aggiunta di danni più o meno gravi al fegato. Altro "specchietto per le allodole" è il composto omeopatico denominato "Oscillococcinum", che contiene l'85% di saccarosio e il 15% di lattosio, cioè 100% di zucchero e nulla più.

Altro punto fondamentale per chi ha qualche chilo di troppo, o vuole perdere decisamente più di quattro o cinque taglie, è rappresentato dalle pillole brucia grassi, che altro non sono che lassativi o diuretici a base di alghe, la cui funzione è quella di gonfiare lo stomaco determinando il senso di sazietà. Infine, dopo aver appurato che Moment e Brufen sono esattamente la stessa cosa, visto che il principio attivo di entrambi è l'ibuprofene, e che abusare dell'Aulin può provocare insufficienza renale e ancora una volta infiammazioni al fegato, l'apoteosi dell'incredibile e se vogliamo dirla tutta, di una vergognosa malasanità imperante, è data dai medicinali antitumorali, per i quali bisogna attendere, udite udite, ben 50 mesi, con la tragica e beffarda conseguenza che il malato potrebbe non essere più tra i vivi, quando il farmaco torna reperibile sul mercato.