Novartis Farma e Italfarmaco finiscono sotto la lente dell'Antitrust: ad attirare l'attenzione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, una possibile intesa tra le due aziende definita, dagli investigatori, restrittiva della concorrenza nella fornitura di farmaci antitumorali.

Sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori dell'Antitrust sono finite le gare d'appalto bandite in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia tra il 2010 ed il 2013, che potrebbero aver comportato effetti negativi sul costo dei farmaci a carico del Sistema Sanitario nazionale.

Le ispezioni degli ispettori sono già in corso, ma per la fine del procedimento ci vuole tempo: l'indagine dovrebbe concludersi non oltre il 30 giugno 2015.

L'avvio dell'indagine

Tutto inizia con una segnalazione all'Autorità da parte dell'Agenzia Regionale Centrale Acquisti della Regione Lombardia, che ha competenza nel bandire gare d'appalto per l'acquisto di farmaci destinati alle ASL locali. In particolare i sospetti dell'Agenzia Lombardia riguardavano le gare indette nel triennio 2010-2013 e riguardava i lotti relativi al principio attivo octreotide acetato, nei dosaggi da 10, 20,30 mg.

L'Antitrust ha avviato le indagini sulle gare bandite in Lombardia, ma ha esteso le indagini anche alle stazioni appaltate di Emilia Romagna e Veneto.

Sono emersi alcuni dati giudicati degni di attenzione:

  1. mancata partecipazione autonoma alle gare

  2. tentativi successivi di partecipare alle stesse gare in gruppo

  3. offerta di prezzi uguali

Per gli inquirenti questi comportamenti potrebbero far pensare a una strategia comune, per evitare di farsi concorrenza e massimizzare i relativi profitti, ripartendosi le stazioni appaltanti. Quando infatti una gara va deserta, gli enti possono stipulare contratti direttamente con le imprese fornitrici, che, in questo caso, vendono il prodotto a prezzo pieno, senza gli sconti tipici presenti nelle gare.