Nei Paesi avanzati, cresce l'interesse per la tutela dei diritti della persona umana, sia quelli relativi alla salute sia quelli relativi alla cittadinanza. Tra questi diritti si affaccia con sempre maggiore insistenza il diritto a morire con dignità. L'esperienza clinica insegna che gran parte dei pazienti terminali chiedono al primo incontro con i medici, qualcosa che li aiuti a non soffrire e alcuni di questi qualcosa che li aiuti a terminare la loro vita rapidamente.

La condizione dei pazienti terminali è caratterizzata normalmente dai seguenti elementi: sofferenza fisica, generata dal peggioramento progressivo delle proprie funzioni, dalla percezione di sintomi che diventano avvilenti, soprattutto nelle ultime settimane di vita, dalla perdita del proprio ruolo, dalla difficoltà o impossibilità di comunicazione con le persone vicine, dalla condizione di solitudine, in alcuni casi, dalle difficoltà economiche e anche dallo smarrimento dei valori morali e religiosi, che un tempo forse avevano, ma che ora appaiono sbiaditi e incapaci di sostenere la speranza.

Se si va incontro in maniera tempestiva al sollievo dei sintomi, se si riesce ad avere un colloquio ed un ascolto e se si cerca di modificare, migliorando la situazione socio-ambientale che circonda il malato, lo stato depressivo si riduce parzialmente e la richiesta di morire scompare. Questo complesso di interventi è ciò che va sotto il nome di cure palliative, le quali, se non possono abbattere del tutto, potranno ridurre drasticamente la richiesta di morire anticipatamente.

Negli ultimi anni le cure palliative sono migliorate enormemente e sono in continua e rapida evoluzione. Anche i centri di cure palliative si sono moltiplicati in modo significativo, e insieme a loro, cresce anche la cultura della "palliazione".

Uno dei problemi maggiori relativi ai pazienti terminali è quello della proporzionalità delle cure che gli somministrano. Quindi un compito importantissimo della medicina palliativa è il monitoraggio delle terapie.

Le cure palliative comportano anche una buona cura della comunicazione con il paziente e con la sua famiglia.

In tal modo il paziente potrà accettare o rifiutare trattamenti che offrono piccole percentuali di controllo temporaneo della malattia ad un prezzo elevato di sofferenza. Le cure palliative affermano la vita e considerano il morire come un processo naturale non affrettato; esse sono la risposta che la medicina moderna può dare nella convinzione che anche dove non è più possibile guarire, è ancora possibile curare.