Mancano medici, anestesisti, infermieri. Alcune strutture ospedaliere lasciano a desiderare, i disagi e i problemi per i pazienti e per il personale aumentano di giorno in giorno tra vane attese e promesse non mantenute. Non gode per niente di buona salute la sanità agrigentina, dall'ospedale di Sciacca a quello di Licata passando per Ribera, Agrigento e Canicattì. "Avvisati" della situazione la Giunta Crocetta e il Governo Renzi. Alla ribalta delle cronache, con un "blitz" dei Nas, è tornato negli ultimi giorni l'ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca che attraversa un periodo di estrema criticità logistica sia in ordine al personale medico che paramedico sia in relazione alla dotazione strumentale tale da non consentire il regolare svolgimento dei servizi in favore della popolazione", come si legge in un ordine del giorno presentato all'Ars dal deputati Matteo Mangiacavallo (M5s) e Margherita La Rocca (Udc) che impegna il Governo Crocetta e l'assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino "ad adottare tutte le azioni necessarie per la risoluzione delle criticità dell'ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca".

Se ne è discusso nei giorni scorsi durante un incontro pubblico con il nuovo manager dell'Asp di Agrigento Salvatore Ficarra e con il prefetto di Agrigento Nicola Diomede al quale hanno partecipato numerosi cittadini, sindacalisti, politici, parlamentari che sollecitano interventi per l'ospedale di Sciacca e la sanità agrigentina. "Ci vuole una terapia d'urto, propongo che nelle more la Regione autorizzi - ha detto Caterina Santamaria, sindacalista della Cgil - la deroga al blocco delle assunzioni, esclusivamente per tutelare le emergenze". Il manager si è impegnato a "risolvere al più presto l'emergenza con la reperibilità di anestesisti con alcuni specializzandi che hanno dato la loro disponibilità ad accettare l'incarico".

Intanto, il "Comitato per il diritto alla salute" continuerà "ad oltranza la raccolta di firme fino a quando non si avranno certezze matematiche del superamento delle criticità che riguardano l'emergenza dell'ospedale saccense".

Ma i problemi non sono soltanto a Sciacca, manca personale nel reparto di cardiologia del San Giovanni di Dio di Agrigento. Con una lettera ai vertici dell'Asp, i dirigenti medici dell'unità operativa di cardiologia - hanno "espresso estrema contrarietà sul reiterato provvedimento di distacco di un dirigente medico di cardiologia" chiedendo "l'immediata revoca di provvedimenti attuali o futuri che possano ridurre il già insufficiente personale medico". A protestare anche il primario di cardiologia dell'ospedale Barone Lombardo di Canicattì dove mancano tra medici rispetto a quelli previsti in pianta organica.

"Nei 5 ospedali della provincia di Agrigento occorre garantire la presenza di infermieri professionali in numero congruo rispetto alla quantità e qualità dei servizi sanitari erogati ", ha detto il capogruppo Udc e componente della commissione Sanità dell'Ars, Lillo Firetto denunciando l'assoluta carenza di personale infermieristico. La "questione ospedali" nell'Agrigentino è stata portata anche all'attenzione del Governo Renzi. Il senatore Giuseppe Marinello (Ncd) ha inviato una lettera al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sollecitando "una sua autorevole valutazione sulla necessità di disporre urgenti attività ispettive", la deputata Maria Iacono (Pd) ha scritto alla Lorenzin per "denunciare al Governo lo stato di gravissimo abbandono nel quale versano molte delle strutture sanitarie associate all'Asp di Agrigento".