L'allergia ai gatti colpisce più di 725 milioni di persone nel mondo. Molte di queste vorrebbero dividere la propria vita con il felino, ma sono trattenute dai sintomi prodotti dall'allergia. I sintomi di quest'allergia, come è noto, possono andare da prurito, occhi rossi e starnuti ripetuti, in alcuni casi, in forma grave costringere le persone a ricorrere agli antistaminici. L'allergene può provocare la chiusura dei condotti bronchiali e dare così origine a problemi respiratori, come asma o persistenti raffreddori.
Qualche giorno fa la notizia che molti aspettavano: la Benchmark, una casa farmaceutica britannica, sarebbe sulla buona strada per creare il vaccino che al momento è stato battezzato HypoCat.
La Benchmark avrebbe trovato, infatti, il sistema per bloccare la proteina (Feld 1) artefice dell'allergia, presente nella saliva, nell'urina e nelle ghiandole ormonali e sebacee del gatto. Il vaccino annullerebbe dunque l'effetto di questo allergene e automaticamente tutti i disturbi per gli umani, senza far del male al felino. La Benchmark ha già investito nel progetto otto milioni di sterline e conta di giungere al risultato finale in pochi anni. Ora il vaccino è ancora in fase sperimentale.
Come è noto non sono i peli del gatto a portare l'allergene, come molti impropriamente pensano, è la Fed d1 che il gatto secerne e che, durante i suoi lavaggi quotidiani, distribuisce sul pelo. La saliva si solidifica, trasformandosi in piccole particelle, simili agli acari.
Queste particelle piccolissime poi se ne vanno in giro quando il gatto se ne va a spasso per casa, seminando peli. Esistono anche razze feline che vengono considerate ipoallergeniche ma semplicemente per il fatto che producono livelli bassi di questa proteina e quindi provocano ridotti effetti allergici. Tra queste razze spiccano il gatto siberiano, il gatto Devon Rex e il gatto norvegese. Non ci sono ancora studi che attestino ipoallergenicità di questi gatti, ma solo che producendo appunto livelli bassi di Feld1, creano minori disturbi ai soggetti allergici.