E se il 2015 fosse l'anno in cui decidiamo di smettere di mandare mail e messaggi mentre camminiamo (e, perché no, mentre guidiamo)? Un'idea che sarà venuta a chiunque si sia trovato coinvolto in una collisione frontale con un altro essere umano, intento a scrivere sul telefonino e camminare. Negli USA si stanno ponendo il problema e alcuni organi di stampa iniziano a sensibilizzare i propri lettori. Partendo da alcuni dati.

La nostra vita occupata a guardare il telefono

Attualmente spendiamo quasi la metà delle nostre ore di veglia a guardare schermi. Utilizziamo lo smartphone durante gli incontri, in bagno, di notte e persino durante il sesso. Negli Stati Uniti il 70% degli intervistati ammette di camminare inviando SMS. Finora l'attenzione è stata rivolta a chi guida leggendo o scrivendo messaggi. Ma camminare e attraversare la strada distrattamente può essere altrettanto rischioso.

Basta guardare su YouTube la miriade di video che dimostrano la pericolosità della camminata con la testa nel telefono. Persone che sbattono nelle vetrate, contro i pali dei lampioni o che cadono dalle scale. Ma oltre agli effetti più o meno comici, ci sono problemi di sicurezza. I pedoni distratti sono coinvolti in migliaia di incidenti e di decessi ogni anno. Nello stato di New York, il 10% delle decine di migliaia di visite al pronto soccorso per incidenti che coinvolgono pedoni, sono causati dall'invio di messaggini mentre si cammina.

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Smartphone

Gambe rotte e commozioni cerebrali sono i principali effetti di questa imprudenza.

Così a Chongqing, in Cina, hanno creato una sorta di pista chattabile, un tratto di 100 metri di marciapiede dedicato a chi non può proprio farne a meno.

Anche la salute ne risente

Ma non è solo questione di educazione e sicurezza. Camminare e scrivere colpisce la postura e l'equilibrio. In pratica ci fa incedere come tanti ubriachi.

Con il risultato che gli infortuni legati all'uso del cellulare sono più che raddoppiati negli USA dal 2005 al 2010. E i più colpiti sono i giovani, tra 16 e i 25 anni. Ecco perché sta nascendo questa consapevolezza, oltreoceano, ma facilmente esportabile anche in Europa. Potrebbe essere un ottimo proposito per il 2015.

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