Sono numeri inquietanti quelli diramatidal recente rapporto di Waidid, associazione mondiale che si occupa di malattie infettive e disordini immunologici. Secondo i dati snocciolati, infatti, sarebbero circa 300mila i bambini che ogni anno muoiono a causa della Pertosse. In particolare, il trend sta investendo il mondo Occidentale, il quale sembra anche non avere l'adeguata preparazione in termini di presidi sanitari e giusta attenzione per il mondo dell'infanzia. Scendendo nei particolari, questa patologia colpisce tra i venti e i cinquanta milioni di bambini, molti dei quali in Europa (1 caso ogni centomila).

Con tassi di decesso elevati, che però calano in modo inversamente proporzionale all'età. Ecco quindi che la pertosse uccide principalmente i neonati. Ma come riconoscerla e curarla?

I sintomi della Pertosse

Inizialmente la pertosse si presenta con gli stessi sintomi di quelli di un raffreddore. Trascorse circa 1 o 2 settimane la tosse secca ed irritante evolve in tosse convulsiva, chepuò durare anche più di un minuto, con il bambino che può diventare rosso o violaceo. Tra un attacco e l’altro il bambino si sente bene. I bambini più piccoli possono presentare anche sintomi diversi da quelli di adulti o adolescenti, come respiro affannoso per mancanza d’aria e avere il volto arrossato. La pertosse si trasmette facilmente, mediante liquidi provenienti da bocca a naso.

Basta dunque un semplice starnuto, un colpo di tosse, perfino una risata.

Come curarla

Per le autorità sanitarie, per prevenire la pertosse è fondamentale vaccinarsi. Anche perché non sempre facile riconoscere che un neonato abbia di questi problemi. In genere il vaccino lo si fa entro il terzo mese di età. Oltre poi la lunga serie di richiami che dovrebbero protrarsi fino all'adolescenza.

Fascia d'età fino a quando la pertosse può presentarsi. Purtroppo però la diffidenza verso i vaccini che si sta diffondendo sta alzando i rischi di far incorrere i più piccoli in questa malattia. Insomma, vale la solita semplice regola: prevenire è meglio che curare.