Una sorprendente scoperta, giunta grazie a numerosi studi e ricerche, ha rivoluzionato il concetto di storia delle migrazioni. Questa rilettura si deve ad un particolare batterio, l’Helicobacter Pylori, situato nei minuscoli tessuti dello stomaco di Oetzi, l’uomo preistorico ritrovato mummificato nel 1991, dopo ben 5.300 anni sulle Alpi orientali. I ricercatori delle Università di Kiel, Vienna Venda e del Max Planck Institute, hanno osservato il batterio sia di fondamentale importanza poiché, grazie alla sua esistenza, è possibile ricostruire la storia delle migrazioni umane.

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La storia e la mummia

Gli studiosi, analizzando la mucosa dello stomaco della mummia, sono giunti alla scoperta della presenza di microorganismi batterici. Essi non escludono che Oetzi abbia potuto soffrire di alcune patologie, conseguenti del batterio. Infatti, un’infezione di questo tipo può portare allo sviluppo di patologie cliniche, come l’ulcera e la gastrite.

Grazie alla recente scoperta, quindi, è possibile affermare che il ceppo batterico, che inizialmente si pensava fosse trasmesso in Europa, si trova soltanto in Asia centrale e meridionale.

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Se i batteri vengono solitamente diffusi in famiglia, la storia dell’umanità sembrerebbe essere legata a quella dei batteri. Si presuppone dunque che, in passato, siano esistiti due ceppi dello stesso batterio, uno in Asia e l’altro in Nord Africa. Solo in seguito a Oetzi, questi si sarebbero ricombinati nel medesimo ceppo europeo.

Si tratta di una scoperta molto importante perché rivoluziona la storia di alcune malattie cliniche, provocate dal batterio Helicobacter Pylori.

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Scienza

Secondo i ricercatori, essa rappresenta anche la causa di alcune tipologie di cancro. Se fino ad oggi gli studi presupponevano che i neolitici fossero portatori di questo ceppo comune a tutti gli europei, oggi le supposizioni hanno un finale differente. Infatti, grazie alla sorprendente scoperta, saranno in grado i ricercatori di approfondire la scoperta e proseguire con nuovi studi. In questo modo, la storia delle migrazioni potrebbe svelare evoluzioni differenti da quello riconosciuto fino ad oggi. 

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