Una donna che sia appena diventata mamma, al termine di una gravidanza impeccabile e di un parto tranquillo, non avrà alcuna difficoltà ad alzare i tacchi dalla sala partoper tornarsene a casa con il suo piccolo. In fondo una mamma con il suo neonato, ha bisogno soltanto di serenità. Possiamo discutere del fatto che dopo aver partorito si è molto più serene tra le attenzioni di medici e ostetriche che immerse nella routine quotidiana fatta di faccende e impegni che in ospedale sono preclusi alla puerpera.Nell'ospedale Torregalli di Firenze però si parla di sperimentare le “dimissioni precocie condizionate della donna che è appena diventata mamma: si progetta di farla passare, insieme albambino, dalla sala parto al salotto di casa dopo appena sei ore.

Un progetto che è già in essere con una sperimentazione che ormai si protrae da 3 mesi.

Ma le perplessità a riguardo sono numerose, soprattutto adesso che si torna a parlare con insistenza della morte di tante donne a seguito del parto. C'è chi accusa l'ospedale di aver trovato uno stratagemma efficace per liberare i posti letto nei reparti sempre affollati di ginecologia e ostetricia. Il giorno successivo al parto, infatti, la donna è visitata a domicilio da un'ostetrica e il bambino, entro due giorni dalla nascita deve recarsi in ospedale per gli screening obbligatori.

Quindila partoriente, invece di attendere i soliti due o tre giorni in reparto, tornerebbe a casa subito, dopo sei o ventiquattro ore dall'evento ma con l'onere di rientrare in reparto per i controlli.

I medici dicono che si riduce non soltanto lo stress legato all'ospedalizzazione ma anche la medicalizzazione. In fondo ci sono donne che dopo poche ore dal parto sono già pronte alla vita a casa insieme al bambino.

Chi ricorda Kate Middleton,che forse è di nuovo incinta,e la secondogenita Charlotte davanti alle telecamere a poche ore dal parto? E la mamma in quell'occasione indossava anche i tacchi!I medici, al di là di critiche e perplessità, sono molto soddisfatti del progetto e vorrebbero estenderlo anche ad altri punti nascita fiorentini comeAnnunziata, Borgo San Lorenzo e Careggi. Per rafforzare la loro posizione hanno spiegato che il via libera per tornare a casa verrà dato soltanto in alcuni casi particolari:

  • la partoriente non deve essere primipara, cioè deve essere almeno al secondo figlio,

  • la gravidanza deve essere stata portata a termine tra le 37 e le 42 settimane,

  • il travaglio prima e il parto naturale poi non devono aver avuto complicazioni.

La mamma quindi non perde l'assistenza, ma soltanto un posto letto. Siamo sicuri che non siano fondate le perplessità delle partorienti?