Virus Zika. Chi dice non fa paura e chi dice ai suoi atleti di sentirsi liberi di decidere se presentarsi o no in Brasile per le olimpiadi. L'OMS mette in guardia contro i pericoli e l'ONU incoraggia l'aborto nelle zone più colpite. Cosa dovremmo pensare sul virus e le possibili conseguenze nel nostro paese?

Possibilità di contagio in Italia

La causa, principalmente riconosciuta in tutto il mondo, è la trasmissione per mezzo della zanzara Aedes Aegypti, presente in Italia fino al 1972 e poi probabilmente scomparsa.

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Il vettore ideale alternativo sarebbe la zanzara tigre (Aedes Albopictus) però pare potrebbe non essere così efficace come la sua "parente" tropicale. Un'altra causa certa di contagio è il contatto con il sangue infetto, principalmente per mezzo di trasfusioni di sangue, di cui già segnalati alcuni casi nel paese più colpito, il Brasile. Altre possibili ma non scientificamente provate forme di contagio potrebbero essere legate al fatto che il virus sarebbe stato isolato in saliva, urina e sperma.

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Nel caso di quest'ultimo si presume che in una coppia al mondo sia stato trasmesso attraverso rapporti sessuali alla moglie dopo che il marito sarebbe stato contagiato in un paese endemico dove lei non era presente.

Possibili conseguenze in Italia

Le possibili conseguenze di contagio in Italia sarebbero le stesse degli altri paesi del mondo colpiti dal virus. Da segnalare che le conseguenze più temibili sarebbero conseguenze di origine neurologica sui nascituri e più rare su adulti.

Se non fossero comprovate le relazioni fra queste patologie e Zika, il virus avrebbe le stesse caratteristiche tipiche di altri 'colleghi' trasmessi dallo stesso tipo di zanzare presenti perlopiù in molti paesi tropicali. I sintomi tipici: febbre alta, dolori muscolari, arrossamenti cutanei.

Il problema relativo ai problemi neurologici, al momento pare essere prerogativa dei soli contagiati in alcune aree del Brasile, ma siamo davvero sicuri sia tutta colpa di Zika? Alcuni presumono una ragione di contagio differente che ci auguriamo in Italia non possa sussistere.

Caso in Romagna

Il primo caso di contagio Zika in Romagna confermato in questi giorni, fa venire in mente il contagio del virus Chikungunya, simile e della stessa famiglia degli Arbovirus. In quell'occasione, nel 2007, rimase circoscritto a poche centinaia di persone. Ci auguriamo che questo caso abbia già fatto scattare un campanello d'allarme atto a prevenire ulteriori contagi, soprattutto in vista della stagione più calda in cui comincerebbero a circolare zanzare tigre e ci auguriamo non ritorni dopo più di quaranta anni anche l'Aedes Aegypti.

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