Ogni anno, torna la paura per qualche malattia infettiva ed ora fa parlare di nuovo di sé il morbillo che sta contagiando non soltanto bambini, ma adulti nel nord Italia. Da ottobre 2015 si sono registrati diversi casi di morbillo tra gli adulti che hanno fatto scattare una vera e propria epidemia, sebbene contenuta. Sono 50 i casi registrati di morbillo a Milano ed il virus si sta spostando a Parma, città nella quale sono stati ormai registrati, invece, 11 casi della malattia.

Sintomi del morbillo

Tra i sintomi della malattia troviamo, prima fra tutti, problemi respiratori: tosse secca e raffreddore e quindi potrebbe essere scambiato per una banale freddura di stagione.

Successivamente il virus va ad intaccare, per via ematica, i capillari portandone la febbre alta e l'esantema.

Il virus si diffonde per via respiratoria il cui nome è:Paramixovirus. E' uno dei virus più contagiosi che ci siano, ma ha anche il suo vaccino e quindi potrebbe essere debellato se tutti si sottoponessero ad esso.

Boom di contagi

Oltre che Milano e Parma, nel 2014 vi era stata un'altra epidemia, soprattutto tra i giovani studenti, a Bologna dove aveva colpito una settantina di persone tra i 20 e 40 anni circa, portandoli anche ad avere la polmonite nei casi più gravi, come conseguenza del morbillo.Nel 2016 vi è stato il boom, portando i contagi a quadruplicarsi rispetto al 2015.Oggi, coloro che sono stati riconosciuti affetti dal morbillo, sono stati ricoverati in ospedali sotto quarantena nel reparto Malattie infettive per circa quattro o cinque giorni.

La malattia viene dall'estero

Il responsabile delle malattie infettive di Milano ha dichiarato che sono riusciti a ricostruire il focolaio, infatti sembrerebbe che ha avuto origine da un uomo italiano di meno quarant'anni che ha incubato la malattia quando era all'estero e che l'ha portata in Italia una volta tornato. Coloro che sono in pericolo, sono quegli adulti che da bambini non sono stati sottoposti al vaccino, in quanto non vi era una copertura adeguata.

L'importanza del vaccino

Le istituzioni continuano la loro lotta per far sì che il maggior numero di persone possibili si vaccinino contro queste malattie infettive (Morbillo, rosolia, parotite) al fine di far scendere il contagio e quindi il rischio epidemia, ma ad oggi soltanto 90% delle persone si sottopone al vaccino e quindi su 15.000 bambini, non vengono vaccinati circa 2.000 bimbi portando così il rischio contagio ad un livello maggiore.