La scienza prosegue la sua scalata verso i gradini più alti della medicina e potrebbe riuscire un domani a vincere tutte le battaglie che oggi, malgrado la diagnosi e le cure innovative che si sono scoperte negli ultimi decenni, si lasciano dietro tante vittime che per qualche strano motivo della genetica non possono essere guarite dal male che li ha colpiti. Così oggi si scopre che la sperimentazione del nuovo farmaco, il Nivolumab, contro i tumori del polmone e dei reni, ha dato dei segnali positivi portando alla guarigione le 'vittime' portatrici di questo tipo di 'cancro'.

Ma il quesito strano è che, insieme a questa notizia si unisce quella della Commissione europea che stabilisce la fine del suo utilizzo "compassionevole" concesso per qualche tempo gratuitamente ai pazienti che ne avevano più bisogno; questo proprio quando ha dato la sua opinione favorevole e il via alla commercializzazione del farmacomiracoloso ritenuto 'idoneo' a salvare la vita di molti pazienti.

Il farmaco miracoloso

Il Nivolumab, questo miracoloso farmaco salvavita 'creato' dalla Medarex (società del News jersey) e da Ono Pharmaceutical (società Giapponese),viene esclusivamente utilizzato dopo un ciclo di chemioterapia utile nel primo stadio di 'aggressione' del tumore, per impedire alle cellule T (sottotipo di globuli bianchi), di essere aggredite dalle cellule tumorali permettendo al sistema immunitario di proseguire nel suo processo di guarigione.

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Così si è scoperto che il Nivolumab è essenziale per combattere il 'cancro del polmone a cellule squamose' e per il trattamento del 'carcinoma a cellule renali', dimostrandosi uno dei farmaci terapeutici più utili per questo tipo di patologie. L'unica preoccupazione che affligge oggi gli oncologi è rivolta ai pazienti che potrebbero sentirsi esclusi da questa 'miracolosa' cura, per via dei costi che potrebbero lievitare rendendo inaccessibili questi farmaci a chi non ha possibilità di acquistarli e sperare in un'aspettativa di vita migliore.

Attualmente la prima causa di morte per tumore al polmone nell'uomoha una statistica del 26%, invece nella donna si posiziona in terza con l'11%. Queste statistiche, in seguito all'utilizzo del nuovo farmaco cambiano e l'associazione italiana di oncologia medica porterebbe al secondo posto, con il 15% la causa di morte nell'uomo per tumore ai polmoni e mette le donne al terzo posto con il 6%. Tutto questa farebbe notare un 'gran salto' di qualità indirizzato alla guarigione.

Il destino nelle mani del SSN

La decisione di rendere accessibili queste cure contro il cancro,verso l'utilizzo al portatore finale, ha dei costi importanti che dovranno essere sostenuti 'si spera', dal SSN. Tutte le aziende farmaceutiche che fanno una scoperta innovativa mirata alla cura di qualche patologia o di una grave malattia, finito il tempo della 'sperimentazione' subentra nella decisione negativa o positiva di commercializzazione del 'prodotto' da parte della Commissione europea.

In caso di conferma positiva l'azienda registrerà all'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), i frutti' del proprio lavoro e ci sarà tra questi chi aumenterà i costi del farmaco 'obbligando' il SSN a farsene carico per tutelare la Salute del malato. Finché questo non accadrà, chi 'vorrà' usufruire di questo 'prodotto salvavita' dovrà farsene carico sperando di riuscire a supportare i costi che l'azienda gli avrà imposto, approfittandosi delle malattie del mondo per avere i suoi vantaggi.

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