Se è vero che il sonno è la prima fonte di autoricarica dell'organismo, è anche vero che il valore quantitativo e qualitativo dello stesso ha un enorme impatto sulla salute globale del corpo umano.
Lo dimostra uno studio condotto dalla dottoressa Daniela Grimaldi della Northwestern university Feinberg School of medicine e pubblicato sulla rivista 'Hypertension'.
La dottoressa ha esaminato 26 giovani adulti sani suddividendoli in due gruppi, ne ha testato i ritmi circadiani e prelevato campioni di sangue e urina ad ogni sessione. L'osservazione dei valori fisiologici (pressori e ormonali) si è basata sui livelli di norepinefrina nelle urine, sulla pressione sanguigna, sulla variazione tra i battiti cardiaci e sul ritmo cardiaco.
Durante l'esperimento sono state concesse solo 5 ore di sonno sulle 24 giornaliere. La restrizione di sonno nel primo gruppo è avvenuta durante le ore notturne (5 ore di sonno per 8 giorni); il secondo gruppo è stato valutato sulla medesima restrizione di sonno nel periodo diurno.
I dati hanno mostrato che i parametri fisiologici degli uomini esaminati sono risultati alterati. Il ritmo cardiaco in particolare ha subito un aumento sostanziale in tutti i volontari, mentre i giovani costretti a dormire 5 ore solo durante il giorno hanno mostrato un notevole aumento dei livelli di norepinefrina ed una diminuzione della variabilità del battito cardiaco.
A questo proposito, la Grimaldi ha sottolineato che la diminuzione di tale variabilità "è considerata un'indicazione di rischio cardiovascolare".
In ultimo, un dato allarmante ricavato dall'esperimento riguarda l'aumento del ritmo cardiaco nei volontari. Durante il primo sonno - quello convenzionalmente più riposante anche per gli organi - pare che il cuore di tutti i giovani posti in esame abbia faticato statisticamente di più.
Basandosi sui dati scientifici le conclusioni appaiono scontate. Dormire poco fa male alla salute, ma fa ancor peggio 'ricaricare le pile' di giorno.
Il ritmo circadiano non dovrebbe essere alterato e sembra che dormire di notte sia di primaria importanza per il nostro sistema cardiocircolatorio.