Alcuni scienziati tedeschi hanno scoperto come un batterio normalmente esistente nel naso degli esseri umani sia in grado di produrre un antibiotico finora sconosciuto. L'aspetto più interessante è che questa sostanza, ribattezzata Lugdunina, si è dimostrata in grado di sconfiggere patogeni altamente resistenti, contro i quali i classici antibiotici sono diventati perlopiù inefficaci. Si tratta di una scoperta decisamente interessante, specie considerando che soltanto poche settimane l'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva avvertito di come gli antibiotici non riescano più a combattere le malattie come facevano in precedenza. La soluzione al problema, a quanto pare, potrebbe provenire dal nostro stesso corpo.

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Batterio buono batte batterio cattivo

Le infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici come il famigerato stafilococco aureo sono tra le principali cause di morte nel mondo. Uno degli "habitat naturali" dei batteri stafilococchi è la cavità nasale degli esseri umani, ma gli esperimenti condotti presso l'istituto di microbiologia e medicina infettiva dell'università di Tubinga (Germania) hanno mostrato come le probabilità che lo stafilococco aureo si trovi nel naso di una persona diminuiscono notevolmente quando è presente un suo "collega", lo stafilococco lugdunensis.

Un batterio naturalmente presente nel naso produce un efficace antibiotico
Un batterio naturalmente presente nel naso produce un efficace antibiotico

Ciò avviene grazie alla Lugdunina, un antibiotico prodotto dal batterio in questione. 

Una scoperta che potrà salvare delle vite

"Normalmente gli antibiotici sono formati soltanto da funghi e batteri del suolo", spiega il professor Andreas Peschel, tra gli autori dello studio pubblicato su Nature. Il fatto che anche la microflora umana possa essere una fonte di agenti antimicrobici è una nuova scoperta". Lo stafilococco aureo si trova nel naso di circa il 30% delle persone: in alcuni casi, da lì può passare al sangue ed in questo modo arrivare a qualsiasi parte del corpo, causando infezioni pericolose e potenzialmente mortali.

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Cos'è dunque a proteggere il rimanente 70% della popolazione? I ricercatori tedeschi hanno concentrato la loro attenzione sui nasi di 187 pazienti ospedalizzati: chi non aveva il lugdunensis aveva il 35% di possibilità di ospitare lo stafilococco aureo; la percentuale precipitava però al 6% nei soggetti che avevano nelle narici questo "batterio buono".

I comuni antibiotici non bastano più

La resistenza agli antibiotici (in parte causata anche dall'uso improprio di queste sostanze) potrebbe diventare uno dei più gravi problemi sanitari negli anni a venire: secondo alcune stime nei prossimi decenni più persone moriranno per questo motivo che per il cancro.

Sono infatti sempre di più i casi nei quali vengono individuati batteri apparentemente immuni alle comuni terapie antibiotiche. È quindi necessario sviluppare approcci diversi alla questione: in questo senso, la scoperta di questo antibiotico che viene naturalmente prodotto nel nostro naso potrebbe rappresentare una novità importante. La lugdunina si è infatti dimostrata efficace anche contro i batteri enterococchi ed i cosiddetti MRSA, ossia i ceppi di stafilococco aureo che hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici beta-lattamici, come ad esempio la penicillina.

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