La prestigiosa rivista medico-scientifica Lancet ha appena pubblicato uno studioche dimostra come la combinazione tra tapis roulant e realtà virtuale non immersiva, la quale non prevede l'utilizzo di caschi, visori o occhiali, previenein maniera efficace le cadute tipiche dell'età avanzata. Lo studio è stato principalmente condotto dai ricercatori del Sourasky Medical Center di Tel Aviv, in Israele, ma vi hanno partecipato anche il professor Giovanni Abruzzese e i suoi collaboratori Elisa Pelosin e Laura Avanzino dell'Università di Genova.

Perché il rischio di cadute aumenta negli anziani?

E' frequente che le persone con più di 65 anni oppure con malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson, mostrinoun certo impaccio nel camminare. Taleimpaccio può comportaredelle cadute che possono avvenirealmeno una volta all'anno nel 30% degli anziani con un'età superiore a 65 anni e nel 60-80% dei pazienti affetti da demenza, disturbi cognitivi e morbo di Parkinson. Le conseguenze sono spesso gravi come perdita di autonomia nella vita quotidiana, isolamento sociale, ricovero in ospedale, disabilità e morte.

Infine, le spese sanitarie per cadute negli anziani e nei pazienti con deficit cognitivi ammontano al 2% della spesa sanitaria totale in numerose nazioni avanzate. La maggior parte delle cadute avviene durante un normale cammino a causa di una ridotta capacità di valutazione della distanza dagli ostacoli, con le gambe che spesso sfiorano gli oggetti. A sua volta, il deficit di valutazione degli ostacoli è dovuto all'indebolimento di alcune facoltà cognitive come la pianificazione del movimento, il controllo motorio e la capacità di giudizio.

Nonostante l'importanza degli aspetti cognitivi, tutti i programmi messi in atto fino a oggi per prevenire le cadute nella popolazione anziana e nei pazienti con demenza o deficit si sono concentrati principalmentesugli aspetti motori.

Allenare corpo e mente per prevenirele cadute

"Gli approcci tradizionali si sono focalizzati sul potenziamento delle competenze motorie" spiega Anat Mirelman, direttrice del centro israeliano e prima autrice dello studio "sorvolando sul sostegno alle funzionicognitive che guidano i movimenti".

"Abbiamo voluto verificare l'ipotesi - continua a spiegare Anat Mirelman - che la combinazione di un training cognitivo con un training fisico fosse superiore al training fisico da solo. A questo scopo abbiamo reclutato 300 persone con un'età compresa tra i 65 e i 90 anni e li abbiamo assegnati in modo casuale a due gruppi: il primo gruppo è stato sottoposto soltanto a un allenamento su tapis roulant per sei settimane, mentre il secondo gruppo è stato sottoposto nello stesso periodo di tempo a un training combinato con tapis roulant e realtà virtuale". In particolare, gli appartenenti alsecondo gruppo erano chiamati a superare degli ostacoli virtuali durante il cammino sul tapis roulant.

"Nei sei mesi che hanno seguito il training"concludeAnat Mirelman "il rischio di cadute accidentali si è ridotto in media del 50% nelle persone sottoposte al training combinato, con effettiparticolarmente evidenti nelle persone affette da morbo di Parkinson, che rappresentavano circa la metà dei partecipanti". Studi futuri dovranno dimostrarese il tapis roulant abbinato alla realtà virtuale possa addirittura prevenire in maniera economica ed efficace le cadute, prima che si entri nell'età in cui queste aumentano di frequenza, soprattutto nei casi di Parkinson precoce.

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