L’obesità è un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari, renali e parecchie forme di cancro.
Pur essendo un problema di salute pubblica, gli approcci per affrontare la perdita di peso sono ancora limitati.
I ricercatori del Dipartimento di Endocrinologia dell’Union Medical College Hospital di Pechino (Cina), analizzando diversi metodi per dimagrire, hanno concluso che le sostanze capsinoidi presenti nel peperoncino rosso possiedono una provata azione anti obesità, sono poco costose e facilmente disponibili.
Diversi studi condotti in soggetti sovrappeso/obesi ne hanno evidenziato la capacità di diminuire in modo significativo il grasso addominale e il peso corporeo, incrementare l’ossidazione dei grassi e la termogenesi (processi metabolici che portano a dispendio energetico).
I dosaggi di capsinoidi sono stati di durata variabile (6 mg al giorno per 12 settimane, 9 mg per 8 o 10 mg per 4) e non hanno evidenziato effetti collaterali dannosi.
Il lavoro è stato pubblicato nell’aprile 2017 sulla rivista Bioscence Reports.
Metodi anti obesità
L’incidenza ha raggiunto uno stato epidemico mondiale, tant’è che nel 2014 la World Health Organization ha stimato che il 39% della popolazione adulta è in sovrappeso e il 13% è obesa.
Una perdita di peso, anche solo del 5%, ridurrebbe significativamente le complicazioni legate all’obesità (infiammazione cronica, sindrome metabolica, ipertensione, insulino resistenza, iperlipidemia, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari).
I ricercatori di Pechino hanno valutato vari possibili metodi per contrastare l’obesità: la combinazione di esercizio fisico e dieta a basso contenuto di calorie è l’approccio migliore per prevenirla e trattarla, ma l’adesione dei pazienti è spesso scarsa.
Farmaci antiobesità come l’Orlistat, inibitore delle lipasi intestinali, può indurre effetti avversi gastrointestinali, tossicità epatica e renale; altri come il Rimonabant, la Fenfluramina e la Sibutramina sono stati ritirati dal mercato a causa di severi effetti collaterali (rischi cardiovascolari, disordini dell’umore e tendenze suicide); il farmaco antidiabetico Liraglutide ha un effetto antiobesità, ma dovrebbe essere iniettato ogni giorno sottocute e può indurre pancreatite; gli interventi di chirurgia bariatrica (vedi bendaggio gastrico o sleeve gastrectomy) sono più efficaci, ma invasivi, costosi e non è chiara l’azione a lungo termine.
Meccanismo di azione dei capsinoidi
Nel peperoncino, contenente più di 200 costituenti attivi, i capsinoidi, già noti per il trattamento di infiammazione, artrite reumatoide, rinite vasomotoria e malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer, si sono rivelati come degli ottimi antiossidanti.
Ma come possono ridurre il peso corporeo? Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che i capsinoidi vengono assorbiti nell’intestino tenue, attivano i canali dei recettori vanilloidi, stimolano i nervi afferenti della mucosa intestinale e aumentano il flusso sanguigno intestinale; sono coinvolti nella regolazione del metabolismo energetico, del glucosio e dei lipidi, e quindi in grado di influenzare il peso corporeo e il sistema cardiovascolare.
In particolare, innalzano l’ossidazione dei lipidi e inibiscono l’adipogenesi (sintesi dei grassi), incrementano l’attività del tessuto adiposo bruno (termogenesi), sopprimono l’appetito e aumentano la sazietà mediante regolazione dei circuiti neuronali nell’ipotalamo.