La Sanità in Italia è lo specchio dell'eccellenza e della mediocrità al tempo stesso. La dimensione pubblica è in lotta con quella privata e, a farne le spese, sono i pazienti che vanno incontro ad esborsi sempre più insostenibili, ricevendo prestazioni non sempre all'altezza. La mobilitazione dello scorso aprile (in concomitanza con la Giornata Mondiale della Salute) ha coinvolto molte città italiane, in difesa del diritto ad un servizio sanitario pubblico gratuito e per tutti.

La Sanità Toscana: uno dei temi del 7 aprile

La manifestazione sulla sanità di aprile è stata in difesa del diritto alla salute per tutti, come sancisce l'articolo 32 della Costituzione.

Il focus della giornata si è soffermato sulla denuncia di un problema reale: come scrive "Repubblica", sarebbero "11 milioni gli Italiani che nel 2016 hanno dovuto rinunciare a curarsi per motivi economici". Una circostanza, questa, che si lega alle politiche di "austerity" richieste da Bruxelles per affrontare la crisi, ma anche ad una visione della sanità sempre più come un diritto di pochi, e sempre meno come diritto universale.

Il caso toscano, poi, è stato particolarmente evidenziato durante la mobilitazione, durante la quale è emersa l'indignazione popolare per le politiche sanitarie di privatizzazione e razionalizzazione del Pd. In Toscana, infatti, le scelte prese negli ultimi mesi hanno prodotto un taglio massiccio dei finanziamenti nel settore, i cui effetti peggiori e immediatamente tangibili sono stati i ticket maggiorati e le liste di attesa insostenibili.

La responsabilità maggiore di questo stato di cose è da attribuire a scelte di partito volte a depotenziare il sistema pubblico per favorire le strutture private.

Il 24 maggio Assemblea Nazionale Federsanità a Roma

La salute è un diritto e come tale va garantito sempre e a tutti senza distinzioni: le strutture pubbliche hanno ancora grossi limiti, come è emerso il 7 aprile.

In quest'ottica, non è da sottovalutare un sistema che tuteli i diritti dei malati, potenziando i servizi sanitari. Senza nulla togliere alla dimensione pubblica, il diritto alla salute vale bene una partecipazione condivisa e collaborativa tra pubblico e privato. L'occasione per parlare di questa difficile situazione potrebbe essere l'Assemblea Nazionale di Federsanità del prossimo 24 maggio a Roma.

Sarebbe necessario, infatti, soffermarsi sull'esigenza di offrire ai cittadini una qualità migliore e più rispondente alle loro necessità. Risposte che il settore pubblico, da solo, non può dare in modo adeguato.