Negli ultimi giorni, l'Unione Europea ha prorogato l'autorizzazione che consente ai coltivatori di continuare ad utilizzare il glifosato, facendo insorgere gli ambientalisti, che si sono dichiarati contrari all'uso di sostanze chimiche all'interno dell'agricoltura. I Paesi rientranti nell'UE hanno infatti rinnovato la licenza per l'utilizzo di tale trattamento per ulteriori 5 anni.

In seguito a questa decisione, si è diffuso un allarmismo generale che ha visto coalizzarsi gli ambientalisti e anche una fetta di studiosi che hanno constatato la pericolosità del glifosato nella pasta e negli altri alimenti di consumo quotidiano provenienti dall'agricoltura.

Altri ricercatori, invece, hanno negato il fatto che possa essere cancerogeno.

Le ricerche sulla presenza del glifosato negli alimenti

Molti italiani si sono domandati se effettivamente la presenza del glifosato nella pasta e negli altri alimenti che caratterizzano la dieta mediterranea possano essere considerati nocivi per la salute. In effetti si tratterebbe di un erbicida, e ciò implica che sia costituito da sostanze chimiche che potrebbero avere degli effetti nocivi sulla salute dell'uomo. Per capirne meglio le conseguenze, sono state effettuate diverse ricerche, tra cui quella pubblicata dal "Journal of the National Cancer Institute". Alcuni studiosi hanno esaminato più di 54mila individui, giungendo alla conclusione che non esiste una correlazione tra l'assunzione di glifosato e il manifestarsi di tumori solidi.

Al contrario, è stata riscontrata solo una maggiore probabilità di contrarre la leucemia mieloide acuta.

Il glifosato nella pasta: il pericolo è reale?

In seguito all'intervento dell'Unione Europea, i coltivatori potranno utilizzare il glifosato per ulteriori 5 anni. Ma quali conseguenze può avere questa sostanza chimica sulla nostra salute? Secondo la Sinuc (Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo) e la Sisa (Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione), l'eventuale presenza di glifosato nella pasta e negli altri cibi provenienti dall'agricoltura soggetti a lavorazione non costituisce un reale pericolo. Questo perché la percentuale di erbicida all'interno del prodotto finito tende a diminuire man mano che vengono eseguite le diverse lavorazioni.

Al contrario, inizierebbe a costituire un reale pericolo solo nel momento in cui il nostro organismo ingerisse quotidianamente 200 kg di alimenti al giorno per un anno intero. Per questo motivo, l'allarmismo legato al glifosato può essere tranquillamente considerato privo di fondamento.

L'analisi sulla pasta italiana: i risultati

Il Laboratorio Certificato Accredia ha svolto alcuni test sulle marche più diffuse di pasta, al fine di comprendere se l'allarme del glifosato possa in qualche modo coinvolgere anche i consumatori italiani. Sono state esaminate alcune confezioni di pasta provenienti da agricoltura biologica: nello specifico, sono state analizzate quelle della Coop Vivi Verde Bio, dell'Eurospin Tre Mulini Bio, della Barilla Bio e molte altre, le quali sono risultate prive di tracce relative all'insetticida.

Diversa, invece, è la situazione per gli spaghetti La Finestra sul cielo Bio, nei quali sono stati riscontrati 0,027 milligrammi di glifosato in un chilogrammo di pasta. Anche all'interno dei prodotti De Cecco sono state trovate delle tracce per un valore così minimo che potrebbe essere anche considerato trascurabile.