Una Ricerca scientifica condotta in Gran Bretagna dimostrerebbe che il diabete può essere sconfitto seguendo i principi di una dieta. L'esito favorevole della sperimentazione avrebbe coinvolto circa la metà dei volontari che si sono sottoposti allo studio. Tutti presentavano la forma di tipo 2, vale a dire quella più diffusa tra la popolazione mondiale. Complessivamente, in Italia i diabetici sono 4 milioni. Numeri che diventano enormi pensando a livello globale, dove la cifra di ammalati raggiunge 400 milioni, stando agli ultimi dati resi noti dalle organizzazioni sanitarie.

Per questo motivo, quanto avvenuto a Newcastle e Glasgow potrebbe essere qualcosa di rivoluzionario.

Lo studio

I volontari che hanno partecipato alla ricerca sono stati in totale 298. Il 46 per cento di loro, terminata l'esperienza, è guarito dal diabete di tipo 2. Le percentuali si alzano vertiginosamente, toccando l'86 per cento, in relazione alle persone che, perdendo 15 kg., ha visto scomparire la malattia. Soltanto il 4 per cento è guarito attraverso le terapie tradizionali. Di fronte a questi numeri, si può intuire la portata incredibile della ricerca, i cui dati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Lancet medical journal.

Per smorzare facili entusiasmi però, i medici hanno avvertito che quella utilizzata dai ricercatori di Newcastle e Glasgow non si tratta di una cura definitiva.

Infatti, i dottori hanno fatto notare che qualora si dovesse riprendere perso, la malattia potrebbe tornare nuovamente. La ricerca britannica afferma che l'imputato principale del diabete è il grasso del corpo accumulatosi intorno al pancreas. Se si riesce a diminuirne la quantità, la ghiandola annessa all'apparato digerente riprende a funzionare correttamente. La sua funzione è fondamentale, in quanto controlla il comportamento delle cellule il cui ruolo è di controllare i livelli di zucchero nel sangue.

Sintomi e differenze con il tipo 1

Il diabete di tipo 2 è detto anche non insulino dipendente, in quanto l'iniezione esterna di insulina non è fondamentale come invece nel caso della variante di tipo 1.

Un'altra differenza è che la seconda forma, la più diffusa, con percentuali prossime al 90 per cento, non presenta sintomi evidenti come invece quella di tipo 1. Ciò non significa però che non vi siano sintomi. Tra quelli noti si cita la sensazione di stanchezza, la perdita di peso improvvisa e immotivata, la sete inusuale, la necessità di urinare anche nelle ore notturne e la visione offuscata.