Con Disturbo post-traumatico da stress, DPTS, intendiamo tutte le conseguenze psicologiche rilevanti dovute ad un evento traumatico o violento vissuto dall'individuo. Per essere riconosciuto come tale, e patologicamente rilevante, questo disturbo deve recare danni a livello famigliare, lavorativo e interpersonale; deve quindi apportare grossi impedimenti alla vita quotidiana dell'individuo.
Attualmente nel DSM-5, il manuale dei disturbi psicologici, è nel capitolo dei "disturbi correlati ad eventi traumatici e stressanti". Questo disturbo, inoltre, è stato rilevato per la prima nei soldati che ritornavano dalla guerra del Vietnam i quali sostenevano di rivivere l'evento, in questo caso la guerra e tutto ciò che porta, in maniera reale anche se si trovavano in posti totalmente diversi e sicuri.
I sintomi del DPTS
L'individuo che vive un evento ritenuto traumatico, cioè che potrebbe rovinare l'integrità dell'individuo stesso, associa sentimenti di impotenza, paura o orrore ogni qual volta che l'evento viene rivissuto o che la persona percepisce stimoli che collega all'evento stesso. Questo si manifesta con ricordi spiacevoli ed intrusivi nella mente della persona attraverso immagini, sogni, percezioni o pensieri che fanno sì che l'evento vengo rivissuto con la stessa intensità emotiva e fisiologica di quanto si è presentato per la prima volta.
Questo disturbo può presentarsi anche mesi dopo l'evento traumatico.
Trattamento del DPTS
Per trattare questo disturbo ci sono diverse tecniche.
Fino ad ora, quella riconosciuta come più efficace è la terapia cognitivo-comportamentale. Questo tipo di terapia agisce direttamente sull'individuo e sul nucleo dei sentimenti che causano la manifestazione dei sintomi del disturbo. Ci sono più modi di mettere in atto la cura:
- Una tecnica può essere quella di categorizzare razionalmente le diverse sensazioni provate dalla persona e far in modo che si arrivi anche alle cause.
- L'esposizione all'evento traumatico che deve essere prima spiegato dettagliatamente al paziente il quale deve anche aver già in possesso dei mezzi per sconfiggere l'ansia e le sensazioni che verranno provate nel rivivere l'evento. Spesso anche i familiari sono a conoscenza di questa esperienza che verrà affrontata. In questo metodo si dovrebbe arrivare a controllare la paura di rivivere l'evento e quindi provare anche meno ansia.
- Tramite la ristrutturazione cognitiva al soggetto vengono insegnate delle tecniche per far in modo che riesca a riconoscere i pensieri, spesso intrusivi e improvvisi, legati all'evento per fa sì che sia consapevole anche del suo stato emotivo. Il soggetto arriverà a dare spiegazioni più realistiche e razionali di ciò che è accaduto, in qualche modo esorcizzando in parte l'evento.
- Al paziente vengono dati anche dei veri e propri "compiti a casa" per far in modo che si eserciti e si alleni sul controllo generale del proprio stato emotivo. Inoltre, una cosa che deve fare il paziente, è scrivere su un diario tutto il percorso che si sta facendo o che è stato fatto in precedenza.