Il caffè è una bevanda, stimolante, fra le più vendute e consumate al mondo nonostante molti esperti abbiano in più occasioni sconsigliato un suo assiduo consumo. Nelle ultime ore, una sorprendente notizia è arrivata dagli Stati Uniti per poi diffondersi su tutto il pianeta: l'idea è quella di applicare sul caffè un etichetta che avverte i consumatore sul rischio dell'insorgenza del tumore proprio come succede attualmente sui pacchetti di sigarette.
Il precedente: dagli USA azioni legali contro il caffè
Prima di commentare la 'novità' in arrivo dalla California, vogliamo sottolineare come quella di qualche giorno fa non sia l'unica azione contro il consumo del caffè: un’abitudine difficile da abbandonare, vuoi per il suo aroma speciale, vuoi per gli effetti psicostimolanti o per la dipendenza che crea la caffeina, che nel corso degli anni ha creato una serie di lotte inerente la salute fra i suoi sostenitori e gli oppositori.
Già nel 2010, infatti, dal Council for Education and Research on Toxics era partita un'azione legale nei riguardi dei maggiori produttori del caffè, quali BP, Starbucks e 7-Eleven con l'accusa che questi non avessero avuto mai modo, e volontà, di avvisare i clienti sui rischi connessi al consumo di una delle bevande più amate e utilizzate al mondo, anche nel 2010.
L'azione del Council for Education and Research on Toxics si era posta l'obiettivo sia di far multare le diverse aziende prima citate ma anche 'costringere' le stesse ad informre i consumatori sugli effetti dell'eccessivo consumo del caffè. In che modo? Attraverso l'affissione in giro per le città, fra negozi e monumenti, di una serie di cartelloni pubblicitari riportanti proprio le controindicazioni in modo da farli presenti ad una più vasta fetta di popolazione.
Consumare caffè pericoloso per l'uomo?
Per il Council for Education nd Research on Toxics prima citato, il caffè favorirebbe lo sviluppo del cancro per via della sostanza contenuta, ovvero l'Acrilammide. Si tratta di una molecola altamente cancerogena, particolarmente dannosa sull'apparato riproduttivo e sul sistema nervoso presente comunque in tutti gli alimenti ben cotti, in particolare su quelli molto bruciacchiati.
Al pari di patatine fritte, pollo fritto e varie altre, cosi come accertato dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare e dall'IARC, l'acrilammide si sviluppa grazie ad una serie di reazioni chimiche tra proteine e zuccheri durante la loro esposizione ad alte temperature: nel caffè, ed è questo il motivo della richiesta nei riguardi di Starbucks, BP, Gloria Jean e 7-Eleven, ed altre, tale processo corrisponde chiaramente a quello della torrefazione.
Il desiderio di chi ha proposto l'introduzione delle etichette contenenti le 'controindicazioni' è chiaramente quello di indurre i big della produzione e della vendita della bevanda contenente caffeina a ridurre in modo drastico la presenza di acrilammide nel caffè per allontanare qualsiasi ripercussione connessa al cancro.