Torna nuovamente il pericolo legato alla salmonella: questa volta il vettore potrebbero essere le galline e, per questo motivo, è stata presa la decisione di abbatterne ben 18mila. Una vera e propria carneficina, necessaria però a cercare di limitare il rischio che i batteri possano diffondersi e contagiare altri prodotti destinati al consumo alimentare. La presenza della salmonella è stata verificata in seguito ad uno dei controlli di routine che vengono svolti periodicamente negli allevamenti dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell'ausl e il risultato ha subito allarmato i controllori per via dei pericoli che si possono correre.

Salmonella nell'allevamento di galline

Nelle ultime ore si è diffusa la notizia riguardante alla diffusione del batterio della salmonella in un allevamento di galline. Nella giornata di venerdì 16 Febbraio, infatti, è stata riscontrata la positività in un'azienda produttrice di uova destinate al consumo alimentare sita nella zona di Correggio, in Emilia Romagna. L'area interessata dal distretto dell'Ausl-Irccs di Reggio comprende anche San Martino, Fabbrico, Saliceto, Rolo e Rio; pertanto saranno probabili ulteriori approfondimenti nelle vicinanze. In seguito al classico controllo eseguito dagli operatori dell'Ausl, sono stati trovati alcuni batteri nella lettiera delle galline, ossia il pavimento dello stabilimento, allarmando in questo modo l'intera filiera.

Differenti sono stati invece i risultati delle prime analisi effettuate sulle uova, le quali sono state riscontrate negative alla salmonella. Nonostante ciò, sono state applicate le normative europee e nazionali, secondo le quali è necessario abbattere le specie animali presenti nell'area infetta col fine di ridurre la diffusione del batterio. Per questo motivo, ben 18mila galline saranno abbattute e sottoposte ad ulteriori controlli sanitari: si tratta dunque di una perdita piuttosto consistente per l'allevatore. Meno svantaggiosa sarà invece la decisione che potrebbe essere presa nel caso in cui le galline risultassero negative, in quanto potrebbero essere comunque destinate alla vendita sotto forma di alimento da consumare previa cottura.

La stessa cosa varrà anche per le uova.

Uova con salmonella: i consigli dell'Ausl e i possibili rischi

In virtù della possibilità della messa in commercio di uova contaminate dalla salmonella, è bene prestare particolare attenzione a ciò che si acquista e soprattutto a come lo si consuma. A tal proposito, l'Ausl ha sconsigliato l'assunzione delle uova crude, specialmente se sono state acquistate nell'area risultata positiva in seguito al controllo. Inoltre, è bene lavarsi bene le mani dopo aver toccato il guscio, in quanto proprio qui possono essere presenti i batteri della salmonella. Per questo motivo, onde evitare il contagio, si raccomanda di sciacquare accuratamente anche l'uovo, specialmente se lo si intende cucinare col guscio stesso.

Nel caso in cui non si seguano tali raccomandazioni, aumenta notevolmente il rischio di contrarre infezioni gastrointestinali e tossinfezioni dovute al batterio. Il contagio avviene mediante il contatto e, in misura maggiore, con l'assunzione di cibi infetti e può manifestarsi con sintomi di diversa natura. I più diffusi sono febbre, nausea, diarrea, vomito e dolori localizzati per lo più nell'area addominale. Se non curata, può provocare complicanze non indifferenti, come batteriemie e infezioni alle ossa e alle meningi. In caso di contrazione della salmonella, i sintomi si presentano in seguito ad un periodo di incubazione che va dalle 6 alle 72 ore e permangono per circa una settimana.