Uno dei campi di ricerca più promettenti della scienza contemporanea è sicuramente quello delle cellule staminali: le possibili applicazioni di una tale tecnologia sono tantissime, anche se essa trova la sua massima importanza applicativa nella medicina.

Recentemente, si è saputo che un gruppo di ricerca inglese dell’Università di Newcastle è riuscito a creare un prototipo di cornea stampata in 3D, partendo da cellule staminali e sostanze aggreganti, quali collagene ed alginato.

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Questo particolare miscuglio chimico-biologico ha portato alla formazione di una sorta di inchiostro cellulare, mediante il quale i ricercatori inglesi sono riusciti a costruire la componente dell’occhio.

La ricostruzione di cornee e di tessuto connettivo in soggetti che hanno subito danni a tali parti del corpo, la cura di malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, la SLA o la malattia di Huntington; la rigenerazione di organi o parti di essi: queste sono le grandi potenzialità delle staminali.

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Nonostante questo, però, i problemi etici legati a questa nuova tecnologia non sono pochi. Le questioni nascono sin dal momento della loro produzione: spesso le staminali vengono ottenute dal midollo osseo o dalle cellule embrionali.

Le cellule staminali: la composizione e dove trovarle

Le cellule staminali altro non sono che cellule primitive, indifferenziate. In parole povere, queste cellule sono capaci di trasformarsi in altri tipi di cellule tramite un processo di differenziamento cellulare.

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Curiosità Scienza

Proprio in virtù di questa loro caratteristica, le cellule staminali possono essere sfruttate nella medicina. Si conoscono 3 tipologie di cellule staminali:

  • Cellule totipotenti, capaci di diventare qualsiasi tipo di tessuto organico;
  • Cellule pluripotenti, possono trasformarsi in quasi tutti i tipi di tessuti;
  • Cellule unipotenti, capaci di divenire solo un tipo di tessuto.

Le staminali si possono ritrovare in diversi posti nel corpo umano.

Negli adulti, esse sono state trovate nel midollo osseo e nelle cellule satellite dei muscoli; sono state inoltre identificate nel cervello, nella polpa dentaria e nel derma. Una maggior quantità di queste piccole ‘gemme viventi’ sono state ritrovate nel cordone ombelicale dei neonati, nel liquido amniotico e nel latte materno, anche se la vera e propria miniera di cellule staminali restano gli embrioni, costituiti prevalentemente da staminali totipotenti.

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