La Giornata mondiale senza tabacco che è stata proclamata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta l'occasione giusta per fare il punto della situazione. Nonostante sia risaputo quanto il fumo faccia male alla salute, vi sono ancora molte persone nel mondo che sviluppano questa abitudine del tutto deleteria. Ma andiamo a considerare qual è la situazione nel nostro paese.
Tabagismo in Italia: i dati più recenti
In Italia i fumatori rappresentano il 22,3% della popolazione, complessivamente 11,7 milioni di persone. Riguardo agli adolescenti emerge che uno su dieci è un consumatore abituale di sigarette.
In particolare stando ai dati che mergono dall'indagine Explora, che ha preso in considerazione un campione di 15mila ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, un adolescente fuma la prima sigaretta alle scuole superiori, mentre una piccola percentuale comincia a farlo già dalle scuole elementari. Quasi il 50% ha fumato in passato oppure lo fa occasionalmente. Tra gli adolescenti che sono fumatori abituali metà di questi fuma anche cannabis. Volendone tracciare un identikit, stando sempre a quanto emerso da questa indagine, si tratta di studenti che frequentano gli istituti professionali e i licei artistici, mentre i genitori possiedono un livello di istruzione medio-basso. Inoltre risulta anche che i giovani fumatori sono meno propensi a fare sport e maggiormente dediti al consumo di bevande, quali gli energy drink e gli alcolici.
In particolare riguardo alle bevande alcoliche emerge un fenomeno preoccupante: ovvero i giovani che fumano consumerebbero più alcolici, fino a 4 consumazioni di birra e superalcolici nell'arco della settimana. Ma perché il fumo fa così male per la salute ed è così dificile smettere?
Fumo: le conseguenze per le salute
Una sigaretta contiene al suo interno circa 4000 sostanze, di cui ben 400 sono state riconosciute come pericolose per la salute e 40 di queste come cancerogene. In particolare le sostanze più pericolose contenute nel tabacco sono la nicotina, che stimola gli ormoni dell'adrenalina e della dopamina determinando quell'esperienza di gratificazione che porta alla dipendenza. Ed è proprio per questo motivo che è così difficile smettere di fumare: l'organismo abituandosi a questa esperienza di gratificazione tende a ripeterla.
Vi è poi il catrame, che è costituito da un insieme di idrocarburi, che viene ritenuto tra le sostanze che portano allo sviluppo di patologie tumorali. Il monossido di carbonio è il gas che si sviluppa a seguito del processo di combustione. Fondamentalmente diminuisce la quantità di ossigeno presente nel sangue. Il fumo agisce sia sul sistema respiratorio che cardiocircolatorio, portando allo svilupo di patologie quali bronchite cronica, asma, enfisema polmonare, aumento della pressione sanguigna, rischio di ateriosclerosi, ictus e infarto.