L'estate 2018 verrà ricordata da molti per la paura scatenata dalle punture degli insetti. Una vera e propria fobia quella di essere morsi da qualche essere infetto che possa trasmettere poi il tanto chiacchierato Virus West Nile. A proposito di quest'ultimo, nelle ultime ore sono state registrate altre due vittime in Emilia-Romagna, un contagio in Friuli Venezia Giulia ed una morte sospetta nel Veneto, già colpito nelle passate settimane.

I casi appena citati vanno ad aggiungersi a quelli accertati in questi mesi estivi, con infezioni e decessi causati della Febbre del Nilo occidentale che non tendono a diminuire, anzi. Un vero terrore per i più anziani o per chi è già affetto da altre patologie: sono queste le due 'categorie' più a rischio, almeno secondo il parere degli esperti che giornalmente forniscono però anche valide indicazioni su come difendersi dal fenomeno che sta spaventando l'intera Italia.

Il pensiero della Società italiana di Malattie infettive

Uno degli esperti che ha parlato del morso degli insetti è stato Massimo Galli, presidente della Simit, Società italiana di Malattie infettive e Tropicali. Interpellato dal Corriere della Sera l'uomo ha citato la morte di Sergio Barozzi, noto giuslavorista milanese deceduto per uno shock anafilattico in seguito alla puntura di un insetto (un calabrone) nella sua casa di campagna di Nizza Monferrato (Asti): 'Le reazioni allergiche possono manifestarsi con diversa intensità', rivela il professor Galli.

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Salute

I casi nei quali la puntura di un calabrone può essere letale sono uguali a quelli di chi viene contagiato da West Nile. Secondo Galli c'è la necessità di intensificare la lotta alle zanzare che con le condizioni climatiche attuali stanno moltiplicandosi in maniera non prevista.

Il piano per prevenire il fenomeno nella prossima stagione estiva

La Simit però non si è limitata a commentare i casi accaduti in queste settimane.

Il professor Galli ha infatti ricordato che il Ministero della Salute ha predisposto delle linee guida a livello nazionale per intraprendere una lotta ai vettori che ovviamente deve prescindere dalle difficoltà a livello locale che spesso insorgono. 'Non è consentita flessibilità locale nell'applicazione dei piani d'intervento regionali', ha precisato il presidente della Società italiana di Malattie infettive e Tropicali.

Il professor Galli sostiene infatti che se le linea guida vengono applicate in maniera errata in una determinata zone le conseguenze posso essere pagate dalle zone circostanti. L'intervento preventivo sulle zanzare adulte deve essere avviato in tempi brevissimi, cosi da evitare che nella prossima annata si verifichino i casi di decessi che da giugno ad oggi hanno messo paura all'intera Italia.

Per chi venisse comunque contagiato dalla Febbre del Nilo, spiega il professor Galli, l'unica cosa da fare è quella di utilizzare adrenalina autoiniettabile per via intramuscolare, prima di arrivare in ospedale.

I medici, in caso shock anafilattico, usano adrenalina o dopamina. Non esistendo vaccini ed aspettando l'intervento a livello nazionale bisogna prestare attenzione spruzzandosi addosso repellenti per insetti e cercare di dotare le proprie abitazioni di zanzariere.

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