Si chiama Marta Busso, ha 26 anni, é di Cuneo ma si è laureata in Medicina e Chirurgia a Torino. Una piccola grande pediatra che, tra un allenamento di ginnastica ritmica e una laurea a pieni voti, ha diagnosticato una malattia rara, trovando la cura per una ragazza americana di 22 anni. Nessuno negli States, anche tra i medici luminari, era riuscito a riconoscere e risolvere il caso.

Marta Busso, la dottoressa modello: 110 e lode e tanta umiltà

Marta Busso arriva da Cuneo, terra di tartufi, di vino, di nocciole e di saggezza nel lavoro.

Ha appena 26 anni, una laurea in Medicina e Chirurgia con 110 e lode all'Università di Torino e un contratto di specializzazione a Friburgo, in Germania. Parla 5 lingue ed è la protagonista di una delle puntate di "Diagnosis" che, a partire dal 16 agosto, andranno in onda su Netflix.

Non è una diva del gossip nostrano, ma una promessa certa della Pediatria che tutto il mondo ci invidia. Il perché, per quanto incredibile possa sembrare, é tangibile e sotto gli occhi clinici della Medicina internazionale.

La giovane pediatra italiana ha risolto un caso clinico su cui i luminari statunitensi avevano fallito. Tanto che per Angel Parker, infermiera di 22 anni, sembrava non esserci più alcuna speranza. Ma la giovane ragazza americana non sapeva che, invece, sulla sua strada avrebbe incontrato Marta, capace di risolvere il caso della malattia rara e ridare ad Angel la serenità.

L'appello del New York Times e le cure al Regina Margherita di Torino

L'infermiera Angel, 22 anni, californiana di Los Angeles, é affetta ciclicamente da astenia, difficoltà di deambulazione, crisi muscolari ed elevate concentrazioni di creatina-chinasi nel sangue.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Salute

Le ha provate tutte, ma nessun dottore sembra essere stato in grado di trovare e diagnosticare la malattia. Una sua amica propone addirittura una raccolta di fondi per ulteriori indagini specialistiche: vengono raccolti circa 10mila dollari, ma la cura (e la corretta diagnosi) non si trova. Il caso finisce sulle pagine del New York Times sotto la penna della dottoressa Lisa Sanders che cura la rubrica dei casi di medicina più difficili e ancora irrisolti.

La Sanders pubblica addirittura i referti clinici della paziente per dare la possibilità a benintenzionati medici nel mondo di ipotizzare la soluzione.

Tra i tanti, risponde anche Marta Busso, dalla sua Torino dove, all'ospedale Regina Margherita (struttura sabauda dedicata ai bambini) sta ultimando la sua tesi sul tema con il dottor Marco Spada, che dirige il Centro regionale per le malattie metaboliche ereditarie, e con il dottor Francesco Porta.

Potrebbe trattarsi di un difetto di CPT2, una malattia genetica rara e congenita del metabolismo degli acidi grassi che provoca una cattiva ossidazione degli stessi nel tessuto muscolare. I sintomi sono quelli riportati dalla giovane paziente Angel e, in alcuni casi, la malattia può essere fatale. Ne soffrono una centinaio di persone al mondo, ma con mutazioni del DNA diverse da quella presentata da Angel Parker.

Contro ogni previsione della giovane piemontese, l'ipotesi di Marta Busso viene letta da Lisa Sanders che risponde prontamente con una chiamata via Skype. Vengono inviati al Regina Margherita i campioni ematici di Angel per ulteriori approfondimenti. E l'università di Yale acconsente al trasferimento della paziente a Torino.

L'ipotesi della giovane pediatra Marta Busso è corretta, la paziente ricoverata a Torino viene sottoposta alle cure adatte e il miglioramento é netto. Tanto che Netflix arriva Torino, al Regina Margherita, per girare la puntata dedicata al "caso irrisolvibile" risolto dalla giovanissima italiana.

Marta Busso, l'addio all'Italia: 'Una scelta, non un obbligo'

Quello che è avvenuto ad Angel Parker, ossia la mancata diagnosi della malattia rara poiché nessuno ha pensato di approfondire eventuali cause metaboliche, potrebbe essere in parte imputabile al sistema sanitario americano, basato sulle assicurazioni private, secondo la pediatra italiana.

La possibilità di cura della paziente americana grazie al nostro servizio sanitario nazionale é un punto di merito per l'Italia. Anche se la giovane Marta ha preferito emigrare verso la Germania, proprio a Friburgo nota agli esperti del settore per il suo importante centro di malattie metaboliche.

"Sarei potuta restare a Torino senza problemi, - dice Marta Busso - ma non avrei potuto portare avanti le mie ricerche". E aggiunge una postilla tipica dei medici formati in Italia che poi fuggono all'estero: "A condizioni di vita molto migliori". Nella speranza che lo siano anche per i pazienti, di cui Angel rappresenta l'exemplum.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto