Il manifesto “Salviamo la ricerca italiana” è stato già firmato dai premi Nobel della medicina Eric Kandel (2000) e Françoise Barré-Sinoussi (2008), e da scienziati italiani come Silvio Garattini (Istituto Mario Negri di Milano) e Giacomo Rizzolatti (Dipartimento di neuroscienze, Università di Parma), oltre a migliaia di ricercatori. L’obiettivo dell’iniziativa è arginare una deriva antiscientifica che sta segnando il nostro Paese, e comunicare ai cittadini e alla politica il valore della ricerca biomedica, neuro-scientifica e neuro-psicologica e dell'importanza della sperimentazione animale in assenza di metodi alternativi.

Lo testimoniano i Nobel della medicina

L’assegnazione del premio Nobel alla medicina è la testimonianza del contributo che uno scienziato ha dato all'avanzamento delle conoscenze scientifiche a beneficio dell’umanità. Ebbene, su 109 premi Nobel per la Medicina e la Fisiologia ben 97 hanno basato le loro ricerca sulla sperimentazione animale. Praticamente tutti i premi Nobel degli ultimi 30 anni.

Tuttavia, nell'era della comunicazione diffusa e incontrollata, si diffondono facilmente le cosiddette fake news ovvero notizie prive di qualsiasi fondamento scientifico.

È il caso dell’onda comunicativa dei no-vax seguita puntualmente da una impennata di casi di morbillo. O il caso degli animalisti che pensano che la sperimentazione dei nuovi farmaci si possa fare in provetta ignorando che se un nuovo farmaco non viene prima studiato in modelli animali, ammesso che riesca ad essere approvato, a fare da cavia saranno le persone meno abbienti perché un benestante non accetterà mai una terapia di cui non si conosca prima l’efficacia e la tollerabilità clinica.

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L’oscurantismo scientifico invece porta proprio a questo paradosso, la tutela degli animali ai danni delle persone più vulnerabili. Ora Luca Bonini (Università di Parma) e Marco Tamietto (Università di Torino) si sono fatti promotori di un Manifesto per “riaffermare la valenza scientifica ed etica della sperimentazione animale come strumento di conoscenza e progresso nella ricerca biomedica”.

A Milano, nella Sala Verdi del Centro Congressi Palazzo delle Stelline, il 17 settembre è stato presentato il Manifesto già sottoscritto da due Premi Nobel, Eric Kandel e Françoise Barré-Sinoussi, importantissimi scienziati italiani come Silvio Garattini e Giacomo Rizzolatti oltre a migliaia di ricercatori.

La sperimentazione animale è ancora necessaria

L’efficacia e la tollerabilità di nuovi farmaci e vaccini nonché lo studio dei meccanismi biologici che portano a tante patologie, necessita della sperimentazione animale. Sebbene la ricerca di sistemi e modelli alternativi stia andando avanti, sono molti i casi dove non è possibile sostituire lo studio su modelli animali.

Dove sta la disinformazione? a) Vietare la sperimentazione in un Paese non vuol dire non farla ma costringe i ricercatori e le aziende a farla in un altro Paese.

b) Una sperimentazione clinica (su volontari o pazienti) non può iniziare se prima non è stata effettuato uno studio sugli animali. c) Gli animali destinati alla sperimentazione di laboratorio sono lo 0,001% rispetto agli animali utilizzati a scopo alimentare. d) I roditori eliminati durante le operazioni di derattizzazione delle città sono il 90% rispetto al numero di quelli che arrivano nei laboratori.

e) Già oggi l'80% delle ricerche viene fatto su cellule. Solo dove questo non è sufficiente si ricorre all'uso degli animali. f) Infine, soprattutto in Italia la legislazione a tutela degli animali a fini scientifici è tra le più restrittive d’Europa.

Gli animalisti, quelli più ortodossi, rappresentano solo il 3% della popolazione. Sono quelli che seguono diete vegane e che sono decisamente contro ogni forma di sperimentazione animale. Sebbene siano una minoranza, sono molto attivi sia sulla rete che nel promuovere iniziative di protesta diffondendo nell'opinione pubblica l’idea della “vivisezione”, una forma di sadismo degli scienziati che così vengono delegittimati, a fronte di denunce prive di qualsiasi base scientifica.

Eppure tutti i progressi finora compiuti, dalla scoperta degli antibiotici, ai trapianti d’organo, alla comprensione di patologie come diabete, Parkinson, depressione, lesioni spinali che portano a paralisi, patologie cardiovascolari, e così via, oltre allo sviluppo di terapie e interventi per poterli trattare, sono tutti basati su studi su modelli animali.

Il manifesto vuole raccogliere adesioni per chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, e a tutto il Parlamento, di adottare ogni iniziativa utile per permettere al nostro Paese di adeguarsi alla normativa europea in tema di sperimentazione animale (Direttiva 63/2010), per un maggiore equilibrio tra le esigenze della ricerca scientifica e quelle della protezione degli animali.

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