Un particolare virus ha colpito la Cina, tanto da portare in status di quarantena ben 13 città dove si sono manifestati i sintomi. Si tratta del virus scoperto nel centro di Wuhan, che si è espanso in molte province vicine. Il contagio non si è fermato alle sole province cinesi, ma ha avuto ripercussioni anche in alcune città europee ed extraeuropee dove si è verificato il contagio. Al momento non c‘è ancora un vaccino che possa debellare in modo definitivo il virus, ma a detta degli infettivologi di gran parte del mondo dovrà essere pronto entro un anno.

Uno studio statistico del virus

Finora i dati delle vittime dell’epidemia del coronavirus sono tra i più allarmanti. Secondo i ricercatori dell’Università di Lancaster (Inghilterra), dell’Università della Florida (USA) e dell’Università di Glasgow (Scozia), il virus ha già mietuto 41 vittime solo a Wuhan, e potrebbero verificarsi 350 mila contagi nelle prossime settimane. La diffusione del virus ha assunto proporzioni drastiche a causa delle continue migrazioni degli abitanti cinesi. Le difficoltà nel debellare questa malattia sono infatti legate non solo alla diagnosi, ma soprattutto nell'impossibilità di bloccare i continui viaggi dalla città di Whuan che diffondono l’infezione nelle zone limitrofe.

Secondo lo studio effettuato dai ricercatori inglesi e americani con la riduzione del 99% delle migrazioni si potrebbe ridurre la diffusione dell’epidemia all’esterno della città del 24%. Nelle prossime settimane le città più colpite della Cina potrebbero essere Shanghai, Pechino, Guangzhou, Chongqing, e Chengdu. Ma l’epidemia potrebbe espandersi anche in molte altre zone come Thailandia, Giappone, Taiwan, Hong Kong e Corea del Sud.

Un videogioco per simulare l’epidemia

L’organizzazione mondiale della sanità ha già fornito un parziale identikit del virus di Wuhan, denominato dalla comunità scientifica come 2019-nCoV. Nei momenti di difficoltà la comunità decide di affidarsi alla tecnologia per avere maggiori informazioni sulle epidemie. E in questo caso, come in altri contesti in cui si è diffusa un’epidemia, Plague Inc Involved torna a far parlare di sé.

Si tratta di un videogioco di strategia sviluppato da Ndemic Creations nel 2012, scaricato in questo periodo più di 120 milioni di volte. La particolarità di questo videogioco si basa sul fatto che il giocatore deve diffondere un virus letale e trasformarlo in una pandemia prima che la comunità scientifica riesca a sviluppare una cura.

Secondo alcuni utenti del social media cinese Weibo il ritorno alla popolarità di questo videogioco celerebbe il desiderio della comunità cinese di affrontare virtualmente le proprie difficoltà legate all’epidemia. E infatti questo videogioco torna a far parlare di sé proprio nei momenti in cui si scatenano pandemie a livello mondiale, come era successo nel 2014 quando il virus ebola aveva infettato l’Africa Occidentale.

Gli sviluppatori di Ndemic Creations hanno infatti spesso utilizzato la popolarità dell’applicazione per sensibilizzare la massa di fronte a tematiche scottanti. Nel caso del virus di Wuhan la simulazione di un videogioco potrebbe essere molto simile a quella reale. Da recenti indiscrezioni provenienti da Dany Shoham, biologo ed ex ufficiale dell’Intelligence Militare israeliana, il coronavirus proverrebbe da un laboratorio. In un’intervista al Washington Times, Shoham avrebbe dichiarato che il governo cinese sta portando avanti alcune sperimentazioni sulle armi chimiche in un laboratorio situato a Wuhan.

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