Il premier Conte ha firmato, nella serata di lunedì 9 marzo, il decreto che estende a tutto il territorio nazionale le misure precauzionali già riservate, nei giorni scorsi, alla Lombardia e a 14 provincie del nord Italia per arginare l'emergenza Coronavirus e limitare il diffondersi del contagio. Il primo ministro ha annunciato, dunque, che il nostro paese sarà zona protetta.

Decreto Conte, scuole chiuse fino al 3 aprile

La manovra prevede la proroga della sospensione delle attività didattiche ed educative in tutte le scuole di ogni ordine e grado, dagli asili nido alle università - che in un primo momento era stata fissata fino al 15 marzo - sino al 3 aprile 2020.

Il Ministero della pubblica istruzione, nella persona della ministra Azzolina, ha dichiarato sul proprio profilo Facebook che la misura, seppur dolorosa, era necessaria per contenere il diffondersi del contagio da coronavirus che in questi giorni continua a registrare ulteriori casi. Il MIUR si riserva di fornire ulteriori chiarimenti e indicazioni più precise nei prossimi giorni.

Decreto Conte, alcune delle misure contenute

Il decreto firmato dal primo ministro Conte nella serata di lunedì 9 marzo prevede limitazioni alla libertà di movimento in tutto il territorio nazionale salvo se motivati da ragioni di lavoro, di necessità o di Salute. Divieto di riunirsi sia all'aperto che nei locali pubblici, chiusura di bar e ristoranti alle ore 18, restrizione insomma totale della socialità.

Chiusura di tutti i centri di aggregazione quali teatri, cinema, palestre, impianti sciistici, terme e centri benessere con farmacie, parafarmacie, supermercati e negozi di generi alimentari invece regolarmente aperti ad eccezione del fine settimana. In ogni caso anche le attività ancora aperte dovranno far si che i clienti rispettino la distanza di un metro l'uno dall'altro.

Decreto Conte, l'autocertificazione per spostarsi

Come già accennato il decreto prevede una limitazione alla libertà di movimento tranne se questo sia motivato da ragioni precise come quella di doversi recare sul posto di lavoro o per problemi di salute. Le motivazioni possono essere dichiarate tramite un'autocertificazione. Il modulo si trova online e può essere liberamente scaricato.

Gli spostamenti dichiarati a fronte di esigenze devono essere reali, coloro che dichiarano il falso potrebbero essere infatti denunciati. Il decreto firmato da Conte cambierà drasticamente lo stile di vita degli italiani ma occorrono molti sacrifici per poter arginare l'emergenza coronavirus e superare questo drammatico momento che il nostro paese sta attraversando.