Anthony Fauci, l'immunologo membro della task force della Casa Bianca, ha rilasciato delle dichiarazioni importanti ai media americani che riguardano il vaccino per il coronavirus. "Un vaccino per il coronavirus dovrebbe essere pronto entro il prossimo anno, anno e mezzo". Secondo quanto scrive l'Ansa, lo scienziato avrebbe ricevuto anche delle importanti rassicurazioni dalle aziende produttrici. Queste infatti hanno dichiarato che saranno in grado di realizzare sino a un miliardo di dosi, in modo da consentire la distribuzione in tutto il mondo e riuscire in qualche modo ad arginare la diffusione del virus.

Intanto le varie nazioni stanno continuando ad agire con delle misure di contenimento e tutela della salute dei cittadini.

Con il vaccino si va verso l'immunità di gregge

L'immunologo ha poi precisato che, sebbene il vaccino potrebbe non essere efficace al 100%, se verranno vaccinate la maggior parte delle persone, la comunità scientifica pensa che si arriverà a una immunità di gregge. Questo risultato si potrà ottenere con un vaccino che è efficace almeno al 70-75%.

Fauci inoltre ha parlato di una possibile diffusione del contagio ancora più vasta soprattutto negli Usa dove l'epidemia non è sotto controllo. Secondo l'immunologo infatti: "Il coronavirus è destinato a restare con noi per un tempo considerevole".

Secondo Fauci infatti il virus non sparirà dalle nostre vite fino a quando non arriverà il vaccino. Non esistono infatti prove che il virus sia più debole. L'elogio poi per l'Italia che secondo Fauci è stata colpita duramente dal virus e si è ritrovata con il sistema sanitario che ha dovuto affrontare una grande sfida.

Poi ha concluso dicendo che tenendo conto della situazione, l’Italia ha fatto un buon lavoro.

In USA si entrerà verso la fase finale dei test clinici

L'azienda americana "Moderna" il 27 luglio entrerà nella fase finale dei test clinici e si tratta della prima azienda che raggiunge questa importante tappa.

Alla fase finale dei test clinici parteciperanno circa 300mila persone. Gli scienziati del National Institutes of Health e l'azienda Moderna hanno ottenuto i risultati sperati sui 45 volontari che si erano sottoposti alla sperimentazione di marzo. Nel sangue dei volontari si sono sviluppati degli anticorpi neutralizzanti che sono paragonabili a quelli individuati nelle persone che sono sopravvissute alla Covid-19. Per la dottoressa Lisa Jackson che ha guidato lo studio, questo risultato è indispensabile per il proseguimento degli studi poichè si potrebbe determinare se effettivamente il vaccino protegge dall'infezione.

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