Per la serie BlastingTalks intervistiamo il cofounder e responsabile editoriale di Psicologionline.net, il Dr. Emanuele Destro. Il portale rappresenta un riferimento italiano per l’offerta di consulenze, colloqui e servizi di psicoterapia.

Blasting Talks è una serie di interviste esclusive con business e opinion leader nazionali e internazionali per capire come la pandemia di coronavirus abbia accelerato il processo di digitalizzazione e come le aziende stiano rispondendo a questi cambiamenti epocali. Leggi le altre interviste della serie sul canale BlastingTalks Italia.

Partiamo dall’idea di creare un portale di riferimento per l’offerta di consulenze e colloqui psicologici: come nasce il vostro progetto?

Il portale Psicologionline.net è nato con due grandi obiettivi: normalizzare il benessere mentale e rendere facilmente accessibile e fruibile la consulenza psicologica e la psicoterapia. Attraverso la divulgazione e l’erogazione di servizi di qualità abbiamo cercato di abbattere i vecchi stigmi legati al chiedere aiuto a uno psicologo. Oggi andare dallo psicologo non è più un tabù e quasi tutti sono consapevoli dell’importanza del benessere psico emotivo nella vita di ognuno di noi e dei nostri cari.

Quali sono le difficoltà che normalmente le persone affrontano nella ricerca di uno psicologo online?

Principalmente sono due i pensieri più comuni: “Come faccio a trovare lo psicologo giusto?” e “riuscirò a risolvere realmente il mio problema?”. La missione principale è quella di provare a dare risposta a queste esigenze.

Può descrivere quali sono le richieste tipiche che vi arrivano dalle persone che vi contattano e quali risultati è possibile attendersi usufruendo del vostro sito?

Le richieste principali riguardano soprattutto ansia, depressione, problemi relazionali, crisi esistenziali, disturbi alimentari e problematiche legate alla sfera della sessualità. Ogni percorso è qualcosa di unico e soggettivo, ma escluse le situazioni più complesse solitamente le persone ottengono già i primi risultati importanti nel giro di 1-2 mesi.

Come funzionano a livello pratico i servizi che offrite e cosa vi differenzia dagli altri servizi simili presenti online?

L’obiettivo del portale è permettere alle persone di trovare lo psicologo ideale che li aiuti a risolvere concretamente il loro problema specifico, attraverso una consulenza in studio nella propria città oppure in videoconsulenza. Altri servizi simili ti assegnano lo psicologo “giusto” secondo il risultato di un algoritmo/bot o in base a chi costa di meno. Psicologi Online preferisce un altro approccio.

Quindi in che modo operate?

Secondo noi il percorso psicologico non è solo una questione “tecnica” o di basso costo, ma è fatto di relazione, emozione e sensibilità umana. Un match perfetto può avvenire solo con questi presupposti reali.

Utente e psicologo si scelgono vicendevolmente. E devono potersi scegliere. Attraverso gli elenchi del portale Psicologi Online una persona può filtrare i professionisti, selezionandoli ad esempio in base al fatto di essere esperti esattamente nella problematica che l’utente desidera risolvere. L’utente può visionare la scheda personale del professionista, trovare tutte le informazioni utili, capire chi è, leggere le testimonianze di altre persone, prenotare un primo colloquio, sentire come ci si trova e decidere di proseguire assieme. Il tutto in modo semplice e con pochi clic.

Può raccontarci qual è stato l’impatto della pandemia sulla vostra attività e quali differenze avete notato rispetto al passato?

Il portale PsicologiOnline.net è attivo dal 2012 e in Italia è stato tra le primissime realtà a offrire anche un servizio di consulenza psicologica online, oltre alla classica consulenza in studio. Da questo punto di vista, avendo vissuto in prima persona l’evoluzione di questo settore nel tempo, senza ombra di dubbio possiamo parlare di un “prima della pandemia” e di un “dopo la pandemia”. La videoconsulenza fino a qualche anno fa veniva utilizzata solo nei rari casi in cui si era impossibilitati a raggiungere lo studio del proprio psicologo, in situazioni di disabilità fisica o di isolamento geografico, oppure dagli italiani all’estero.

Dopo la pandemia cosa è effettivamente cambiato?

Dopo la pandemia lo “psicologo online” è stato totalmente sdoganato, oggi questa modalità di servizio viene utilizzata da chiunque e rappresenta un’alternativa utilizzata molto frequentemente, al pari delle consulenze dal vivo in studio.

La pandemia purtroppo ha anche amplificato il malessere psicologico. Se in pieno lockdown abbiamo riscontrato un aumento di sofferenze legate ad ansia, depressione, disturbi alimentari e problemi relazionali, oggi a distanza di due anni si percepiscono difficoltà legate al mondo del lavoro, al senso d'incertezza verso il futuro e alla gestione del malessere psicologico dei più piccoli. Ad esempio basti pensare alle quarantene scolastiche, all’impatto che stanno avendo sui bambini e alla complessità per tutti i genitori di fare gli equilibristi tra lavoro, casa e bimbi.

Dal vostro peculiare punto di osservazione, come valutate il mancato inserimento del bonus psicologo nell’ultima legge di bilancio?

Vedere elargito il “bonus rubinetti” e bocciato il “bonus psicologo”: fa un certo effetto e ci ricorda che purtroppo la salute mentale non è tutelata al pari di quella fisica. In ogni caso non è con un bonus che si risolve il problema, va potenziato il servizio sanitario nazionale. Avere accesso alle cure psicologiche non dovrebbe essere un incentivo una tantum ma un diritto stabile dell’individuo.

Infine, quali sono a suo parere le prospettive di sviluppo per la psicologia online?

Il primo dato è oggettivo e possiamo coglierlo dall’evoluzione che sta avendo il mercato. La psicologia online sarà sempre più presente nelle nostre vite. Solo negli ultimi 18 mesi sono nati una dozzina di nuovi portali/network di psicologia online low cost.

Questo da una parte è un bene perché significa sdoganare definitivamente la sofferenza psicologica. Inoltre la competizione è positiva perché darà maggiore possibilità di scelta alle persone e spingerà le varie aziende a migliorare la qualità dei servizi. Il rovescio della medaglia è il rischio di banalizzazione e di deriva verso la “gig economy della salute psicologica”, come è successo qualche anno fa con le cliniche dentali low cost.

In tal senso, per quale motivo parla di un rischio?

Questo tipo di economia scarica i costi sugli esecutori del lavoro (gli psicologi affiliati che vengono sottopagati) in modo da offrire un servizio low cost di massa agli utenti, arricchendo i titolari del network.

Noi crediamo che sia preferibile un’altra strada, più equilibrata e sostenibile nel lungo periodo. L’accessibilità e la qualità del servizio devono andare di pari passo con la dignità professionale e la valorizzazione delle competenze dei professionisti. Solo così vincono tutti. Un’altra prospettiva di sviluppo molto interessante sarà probabilmente l’utilizzo della realtà virtuale e di strumenti innovativi d'intervento che potranno essere utilizzati ad esempio per la cura di fobie specifiche.

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