Con l’arrivo della primavera molti italiani iniziano a dormire peggio: ci si addormenta tardi, ci si sveglia prima, l’umore oscilla. Non è suggestione: il cambio di stagione modifica il ritmo circadiano, l’orologio biologico che regola sonno, energia e ormoni. E ad aprile 2026 gli esperti confermano che il fenomeno è particolarmente evidente.

Giornate più lunghe, più luce: il primo “shock” per il cervello

La luce è il principale sincronizzatore del ritmo circadiano. Quando aumenta, come accade in primavera, la produzione di melatonina si riduce e si sposta più avanti nel tempo.

Secondo gli specialisti, questo ritardo fisiologico rende più difficile addormentarsi e può frammentare il sonno.

L’ora legale: un mini jet‑lag che dura giorni

Nel 2026 l’ora legale è scattata nella notte tra il 28 e il 29 marzo, facendo perdere un’ora di riposo. I cronobiologi definiscono questo effetto “social jet lag”: un disallineamento tra orologio interno e orologio sociale che può richiedere fino a una settimana per essere riassorbito.

I più penalizzati? I “gufi”, cioè chi tende naturalmente ad andare a letto tardi.

Temperatura e ormoni: perché il corpo fatica ad adattarsi

Le notti primaverili hanno sbalzi termici che interferiscono con il calo fisiologico della temperatura corporea necessario per addormentarsi.

Inoltre, la maggiore luce aumenta la serotonina, che dà energia ma può rendere più difficile “spegnere” il sistema nervoso la sera.

Gli esperti segnalano tre condizioni tipiche del cambio stagione:

  • Ritardo di fase: ci si addormenta più tardi.

  • Ritmo sonno‑veglia irregolare: orari instabili, risvegli precoci.

  • Social jet lag: sonnolenza diurna, irritabilità, calo della concentrazione.

Come proteggere il sonno in primavera

Gli specialisti suggeriscono alcune strategie semplici:

  • Esporsi alla luce naturale al mattino per risincronizzare l’orologio interno.

  • Ridurre la luce blu nelle due ore prima di dormire.

  • Mantenere orari regolari anche nei weekend.

  • Anticipare gradualmente l’orario di sonno nei giorni precedenti all’ora legale (inferenza basata sui dati sul social jet lag).

  • Dormire in un ambiente fresco per favorire l’addormentamento.