Un importante traguardo è stato raggiunto presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia: per la prima volta, è stata eseguita la procedura di recupero intraoperatorio del sangue mediante la tecnica dell’emorecupero. Questo intervento innovativo si è svolto nel blocco operatorio del presidio, sotto la direzione della dottoressa Maria Josè Sucre, direttrice del reparto di anestesia e rianimazione.
L’Asl Napoli 3 Sud ha illustrato che questa metodica avanzata consente l’autotrasfusione del sangue del paziente durante l’intervento chirurgico.
Il processo prevede che il sangue perso venga aspirato, filtrato, lavato e successivamente reinfuso al paziente stesso. Ciò permette di ridurre significativamente il ricorso a trasfusioni di sangue omologo, aumentando al contempo la sicurezza clinica, specialmente in interventi caratterizzati da elevate perdite ematiche. La procedura, come evidenziato dall’Asl Napoli 3 Sud, rappresenta un “significativo passo avanti nell’ambito della chirurgia moderna e della gestione perioperatoria”.
Innovazione e potenziamento dei servizi sanitari
L’introduzione dell’emorecupero intraoperatorio si inserisce in un più ampio percorso di innovazione e potenziamento dei servizi sanitari, promosso attivamente dalla direzione del presidio ospedaliero.
Il direttore del presidio, Luigi Stella Alfano, ha sostenuto con grande impegno questa iniziativa, con l’obiettivo di trasformare l’ospedale San Leonardo in un punto di riferimento sempre più qualificato per l’assistenza ospedaliera all’interno dell’area dell’Asl Napoli 3 Sud. Il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, Giuseppe Russo, ha rimarcato l’importanza di tale iniziativa, sottolineando che “l’introduzione dell’emorecupero intraoperatorio rappresenta un importante investimento in termini di qualità delle cure, sicurezza del paziente e innovazione tecnologica”. Ha inoltre aggiunto che si tratta di una procedura che migliora gli esiti clinici e conferma la volontà dell’azienda di offrire ai cittadini prestazioni sempre più avanzate.
Il San Leonardo e la lotta all'antibiotico-resistenza
L’impegno dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia nell’innovazione clinica non si limita all’emorecupero. Il presidio è infatti protagonista anche del progetto di Antimicrobial Stewardship, un programma avviato per il contrasto all’antibiotico-resistenza. Realizzato in collaborazione con l’Unità operativa di Malattie infettive dell’Università Luigi Vanvitelli, questo programma triennale mira a promuovere un uso più consapevole e appropriato degli antibiotici. L’obiettivo è duplice: ridurre la diffusione dei germi multiresistenti e migliorare sia la sicurezza dei pazienti che la qualità complessiva delle cure.
Il progetto prevede la costituzione di una Infection Control Board, una struttura permanente e multidisciplinare con sede proprio al San Leonardo.
Questa board riunirà diverse figure professionali, sotto il coordinamento della direzione sanitaria aziendale, e si avvarrà della fondamentale collaborazione scientifica con l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, fornendo competenze e supporto formativo attraverso attività di consulenza, formazione e aggiornamento rivolte a medici e infermieri.