Le Marche si dotano di un nuovo piano di potenziamento delle reti di cure palliative, un'iniziativa che prevede un aumento dei posti letto e nuove assunzioni. L'annuncio è stato dato dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Nicola Baiocchi, presidente della IV commissione Sanità. Baiocchi ha sottolineato che il piano si fonda sul principio di mettere al centro la dignità della persona, affermando: “Non parliamo di arrendersi alla malattia, ma di garantire che nessuno venga lasciato solo nei momenti più difficili e complessi”.
Il piano prevede un significativo incremento delle capacità ricettive e del personale.
L'hospice di Fossombrone quasi raddoppierà i suoi posti letto, passando da dieci a 19. Presso l'ex Umberto I di Ancona saranno attivati sei nuovi posti, mentre a Offida verranno aggiunti ulteriori dieci letti. Per l'Azienda sanitaria territoriale (AST) di Pesaro–Urbino, il potenziamento include l'assunzione di quattro medici palliativisti, sette infermieri, otto operatori socio-sanitari (OSS) e uno psicologo. Sarà inoltre attivata l'assistenza domiciliare continuativa, disponibile 24 ore su 24.
Rafforzamento della rete assistenziale
Il piano regionale mira a rafforzare la rete di assistenza per garantire un supporto adeguato ai pazienti e alle loro famiglie. L'incremento complessivo dei posti letto negli hospice marchigiani è un passo fondamentale.
Gli interventi riguardano sia l'ampliamento delle strutture esistenti sia l'inserimento di nuove figure professionali dedicate alle cure palliative, essenziali per un approccio multidisciplinare e una copertura più capillare sul territorio.
L'importanza delle cure palliative
Le cure palliative rappresentano un settore cruciale dell'assistenza sanitaria, rivolto a persone affette da malattie croniche o in fase avanzata. Nelle Marche, la rete degli hospice è costituita da diverse strutture, e il potenziamento approvato mira a rispondere in modo più efficace ai bisogni della popolazione. L'obiettivo è assicurare un'assistenza qualificata e multidisciplinare, incrementando la disponibilità di posti letto e rafforzando il personale specializzato, per non lasciare nessuno solo nei momenti di maggiore fragilità e complessità.