Ha preso il via ad Ancona la ventesima edizione della Granfondo Ciclistica dei Trapiantati, un evento che unisce sport e sensibilizzazione sull'importanza della donazione di organi. La manifestazione è partita il 28 settembre 2026 dall’ospedale di Torrette, con un incontro dedicato alle storie di chi ha donato e di chi ha ricevuto una nuova possibilità di vita. Al centro dell'attenzione, le toccanti esperienze di Pietro Borsini, Desirè Ombrosi e Luciano, che hanno evidenziato il valore inestimabile del dono.

L'iniziativa, organizzata dall’Associazione Amici del Trapianto di Fegato OdV di Bergamo in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche e l’Aido, ha visto la partecipazione di un gruppo di atleti, tutti trapiantati di organi.

Prima di mettersi in sella, i ciclisti hanno preso parte a un momento di approfondimento e confronto con medici, rappresentanti delle associazioni e studenti della Facoltà dell’Università Politecnica delle Marche. La Granfondo, dopo la partenza da Ancona, proseguirà con tappe significative verso Fano, Urbino e Rimini, portando il messaggio della donazione lungo il percorso.

Le Storie di Dono e Rinascita

L'incontro a Torrette è stato un'occasione per ascoltare testimonianze dirette. La madre di Pietro Borsini ha commosso i presenti ricordando la scelta altruistica del figlio. Pietro, scomparso a soli 19 anni in un incidente stradale lo scorso giugno, aveva espresso in vita la chiara volontà di donare i suoi organi.

“Pietro – ha raccontato la madre – aveva espresso la sua volontà in vita, quella di donare gli organi, secondo lui l'atto del 'dono' era qualcosa di bello da fare”. La sua storia è diventata un simbolo potente dell'importanza di manifestare la propria decisione.

Accanto al ricordo di Pietro, sono state condivise le esperienze di chi ha ricevuto il dono. Desirè Ombrosi ha raccontato il suo percorso dopo il trapianto di rene, ricevuto dalla madre nel 2023. “Nel 2023 ho ricevuto un rene nuovo da persona in vita, mia madre; se non fosse stato per lei sarei entrata nella lunghissima lista d'attesa e magari sarei ancora in dialisi. Ora racconto a tutti l'importanza di donare gli organi”, ha dichiarato Desirè, sottolineando come la donazione da vivente le abbia permesso di evitare lunghe attese e di riprendere una vita normale.

Anche Luciano, trapiantato di fegato a gennaio, ha rivolto un accorato appello al "sì" alla donazione, evidenziando l'impatto trasformativo che un trapianto può avere.

L'incontro è stato coordinato dal dottor Paolo Cerchiara, rianimatore della Divisione di Anestesia e Rianimazione dell’Aou delle Marche. Tra i partecipanti, un ruolo attivo è stato svolto da future infermiere e futuri infermieri iscritti alla Facoltà dell’Università Politecnica delle Marche, segno dell'impegno delle nuove generazioni. Benedetto Marini, coordinatore del Centro regionale trapianti, ha evidenziato come l'iniziativa sia fondamentale per promuovere la cultura del dono e incentivare una scelta consapevole e favorevole alla donazione.