Il Campionato Europeo per nazioni cambia formula. La fase finale infatti non si svolgerà solamente più in una nazione ma sarà disputata in città appartenenti a diversi stati europei. Questo è stato deciso dal comitato esecutivo dell’Uefa e annunciato nella giornata di ieri dal segretario generale Gianni Infantino. La nuova formula è stata ideata da Michel Platini, presidente del massimo organismo calcistico continentale, ed ha trovato il pieno consenso delle federazioni che si sono espresse in maniera favorevole in 52 casi su 53. Il nuovo formato entrerà in vigore dall’edizione del 2020, quella che festeggerà il 60° anniversario della manifestazione.

La vecchia impostazione continuerà a valere per le 3 gare decisive per l’assegnazione del titolo, vale a dire le semifinali e la finale, che verranno disputate in un unico paese, probabilmente la Turchia che è stata la sola a presentare la candidatura. La nuova formula è stata pensata per favorire l’organizzazione dell’evento in quanto con la pesante situazione economica vissuta dall’Europa era ormai diventato difficile trovare nazioni disposte a massicci investimenti per ospitare tutte le gare della fase finale. In questo modo verrebbero coinvolti più paesi che potrebbero trovare nel campionato europeo una possibilità per ospitare gare di alto livello e favorire quindi investimenti per costruire stadi e aiutare la crescita del proprio movimento calcistico.

L’Italia ha espresso parere favorevole a riguardo tramite il Presidente federale Giancarlo Abete che però ha affermato come le città coinvolte siano ancora da definire. Abete ha anche sottolineato come la Figc prenderà una posizione definitiva non appena saranno terminati gli studi di fattibilità portati avanti dalle apposite commissioni dell’Uefa in collaborazione con le rispettive federazioni nazionali.

Una svolta storica quindi per la massima competizione europea per nazioni che diventerà una grande festa per tutto il continente e non solamente per una o due nazioni. Un esempio che in futuro magari potrà essere seguito anche dai campionati mondiali che potrebbero quindi essere assegnati non più solo ad un paese ma ad un intero continente.

Questo magari potrebbe causare anche un aumento del numero delle formazioni partecipanti per dare quindi la possibilità di vivere un evento di tale portata anche a quelle nazioni che finora hanno dovuto alzare bandiera bianca di fronte a paesi tradizionalmente più attrezzati.