La Lazio ha suonato due schiaffialla Juve, con due goal magici. La squadra torinese è stata sotto a lungo, macinandoun gioco tambureggiante ma sterile; ha momentaneamente pareggiato solo nel finale, grazie ad unerrore laziale.

Ma la partita era segnata perchéla Lazio, nel giro di pochi istanti, si è portata nuovamente in vantaggio,grazie ad un delizioso colpo di testa, su calcio d'angolo.

Nel lungo recupero la Juveha avuto la palla per segnare, ma il portiere della Lazio ha fatto un autenticomiracolo, Marchisio il resto spingendo il pollone fuori, a due passi dallaporta, sulla respinta di Marchetti.

Lo stadio è esploso in unagioia incontenibile, incredulo forse, come sempre capita quando si riesce adavere ragione del più forte. I giocatori bianconeri hanno fatto tempestivoritorno negli spogliatoi, visibilmente e giustamente sconsolati.

È stata una partitaemozionante e vibrante, anche con degli errori arbitrali, peraltro di unarbitro che è sembrato equanime, ma alla fine i vinti non hanno saputo riconosceree inchinarsi ai vincitori.

E l'esempio peggiore l'ha fornitol'allenatore Conte che si è rifugiato in un sorriso amaro, condito di unsarcasmo sferzante, quasi irritante, sugli errori dell'arbitro, reo di non averconcesso un rigore, all'ottavo minuto, alla Juve.

Il portiere si erabuttato, con anticipo, per deviare una palla in verticale e l'attaccante dellaJuve, in corsa, è incespicato sul suo corpo disteso a terra, facendo una grancapriola.

Se dava il rigore, l'arbitro doveva espellere anche il portiere. Era lontano, non ha visto probabilmente se ilportiere ha toccato la palla, il guardalinee non l'ha aiutato, e non ha presoquelle due decisioni così rilevanti che avrebbero condizionato la partita.

Conte ha fatto un commentosferzante, a mio avviso più censurabile di un'aperta critica, mettendo allaberlina le decisioni arbitrali, anche quella presa a favore della Juve, nonriconoscendo un possibile rigore alla Lazio.

La Juve è forte, abituataa vincere, ma deve ritrovare anche l'antica nobiltà di vecchia signora eimparare anche a saper perdere e rispettare gli avversari. Gli arbitri sonouomini e possono sbagliare, gli errori sono parte del gioco del calcio, cheforse anche per questo è emozionante, imprevedibile e bello.