Alla vigilia del big match Milan-Barcellona il panorama calcistico italiano si sbilancia di consigli per fermare il pericolo pubblico numero 1 della squadra blaugrana, la "pulce" Messi. Comincia subito il presidente rossonero Silvio Berlusconi con un suo credo consolidato da anni (famosa la strigliata all'allora commissario tecnico della nazionale Dino Zoff per non averlo ascoltato per la marcatura di Zinedine Zidane): "Qualche uomo di punta, come Messi, dovrebbe essere curato a uomo".
Pronta e piccante la replica del Presidente dell'Associazione Italiana Renzo Ulivieri: "E' limitato dire così, anche perché noi a Coverciano insegniamo il marcare a uomo con la zona e mi meraviglierei se chi esce di qua facesse diversamente..." non nuovo a battibecchi con l'ex-premier agevolato dalla rivalità politica esistente tra i due.
Più scherzoso Fabio Capello "A Berlusconi piace fare l'allenatore... Ce ne vogliono due però, non uno solo" proponendo praticamente una doppia marcatura a uomo.
L'allenatore della Juventus Antonio Conte invece polemizza con i presidenti che intervengono sull'operato dell'allenatore e ha un modo tutto suo per fermare il fuoriclasse argentino: "A me Andrea Agnelli non propone mai nulla. E, aggiungo, per fortuna. Come si ferma Messi? Con il fucile..."
Anche i protagonisti della famosa staffetta al Mondiale del 1970 in Messico, Rivera e Mazzola, dicono la loro su come arginare la pulce: l'ex numero 10 rossonero afferma che "Forse bisognerebbe fargli una ragnatela attorno, in modo che non trovi con facilità i compagni vicini e che gli arrivino pochi palloni", mentre il suo storico rivale-compagno ed ex stella interista sostiene che "Per me servono due giocatori che gli stanno davanti, e uno che gli sta attaccato dietro".