Fine del dominio Red Bull? Niente di più sbagliato. Nel GPdella Malesia, seconda prova del campionato del mondo di Formula Uno 2013, Vettel e Webber realizzano una doppietta in una gara che, però, verrà ricordata per l'incredibile quantitàdi polemiche. E per il disastro Ferrari.

Giornata da dimenticare per gli uomini di Maranello: Alonso,autore di un pregevole spunto in partenza, in una delle prime curve toccaVettel nel tentativo di superarlo, e danneggia l'ala anteriore.

Al termine delprimo passaggio, anziché rientrare ai box per sostituire il pezzo danneggiato,squadra e pilota decidono in modo scellerato di rimanere in pista. La strategiaè chiara, ma discutibile: resistere per qualche altro giro in attesa disostituire le mescole intermedie, visto che la pista umida si stava rapidamenteasciugando. Peccato che, per resistere all'attacco di Webber, l'ala si stacchie finisca sotto la pancia della monoposto del campione spagnolo, costrettoirrimediabilmente a ritirarsi.

Col senno di poi, un autentico suicidio.

Gara anonima anche per Felipe Massa, che conquista un deludente quinto posto dopoesser partito con ambizioni dichiarate di vittoria. Il brasiliano è statocompetitivo solo nell'ultimo stint di gara, troppo tardi per insidiare i rivaliin lotta per il podio.



Ma torniamo alla cronaca. Dopo l'uscita di scena di Alonso, comincia ilballetto dei cambi gomme che avvantaggia Mark Webber, che conquista laleadership risultando il più rapido e lucido nella gestione dei pit stop.

Vettelnon sembra particolarmente a suo agio, e viene incalzato da Hamilton e Rosberg,con una Mercedes finalmente competitiva. Il pilota inglese, tuttavia, si rendeprotagonista di un episodio ridicolo durante la prima sosta quando si fermaerroneamente al box della McLaren, la sua ex scuderia, suscitando l'ilarità generale.



La seconda parte di gara è ricca di colpi di scena. Webber monta gli pneumaticihard e viene lentamente ripreso da Vettel, ma il team Red Bull dal muretto "congela"la lotta tra i due compagni di squadra, indicando ai piloti di mantenere leposizioni conquistate sino a quel punto.

Il campione del mondo ignora gliordini di scuderia e compie un gesto ai limiti della follia, superando Webberin rettilineo con un pericolosissimo passaggio a pochi centimetri dal muretto.Una manovra che poteva costar cara ad entrambi, e che comprometterà in modoireparabile i già non idilliaci rapporti tra i due.

Situazione simile anche in casa Mercedes: Hamilton, terzo, vieneripetutatamente incalzato da Rosberg, nettamente più veloce del britannico.

MaRoss Brawn nega via radio l'autorizzazione al sorpasso, e il finlandese ècostretto contro la sua volontà a rimanere ai margini del podio.

Delusione per Raikkonen, vincitore della prima gara, protagonista di un weekendincolore e mai competitivo. Alla fine Kimi è solo settimo, preceduto dall'altraLotus di Grosjean. Pessime anche le prestazioni di McLaren e Force India, chehanno collezionato una serie preoccupanti di errori strategici e problemi aibox.





Alla fine, per quanto possa sembrare incredibile, musi lunghi ovunque e climapesante anche tra i vincitori. La sensazione forte è che questo campionato delmondo, all'insegna dell'equilibrio e di una rivalità tra compagni di squadrache non si vedeva da diversi anni, possa relegare tantissime emozioni agliappassionati. L'uomo da battere rimane sempre Sebastian Vettel ma la battagliaper il titolo, ne siamo certi, sarà avvincente sino all'ultima gara.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto