Sono due provvedimenti che hanno fatto molto discutere e sicuramente saranno oggetto di diatribe anche nell'imminente futuro. Il Salary Cap e il Contingentamento delle Rose porranno le basi per un cambiamento piuttosto evidente all'interno del campionato di Serie B, apportando sia vantaggi che inevitabili svantaggi.
Il Salary Cap è il tetto salariale, già introdotto anche in altri campionati e approvato per la prima volta in Serie B dal presidente di Lega Andrea Abodi. Il massimo stipendio percepibile da un calciatore sarà di trecentomila euro l'anno, soglia oltre la quale non sarà possibile andare.
Molti giocatori hanno già mugugnato visto che alcuni di loro percepiscono un milione di euro di stipendio e dovrebbero decurtarsi l'ingaggio di settecentomila euro. Il risultato immediato è presto detto: molti giocatori tenderanno a lasciare il nostro campionato cadetto preferendo l'estero oppure squadre di Serie A con conseguente impoverimento di entrambi i campionati (se un giocatore è da Serie B difficilmente farà bene in Serie A).
Un altro svantaggio è legato ad un fattore strettamente economico: lo Stato Italiano, infatti, incasserà meno tasse, visto che se un giocatore percepisce cinquecentomila euro l'anno, altri cinquecentomila finiranno nelle casse dello Stato. Abbassando gli stipendi si abbasseranno anche le tasse.
In questo modo, però, le società potranno respirare e i conti potrebbero tornare in positivo. Troppo spesso, infatti, le società italiane sono ossessionate da stipendi da capogiro che rendono loro difficile la vita.
Il secondo provvedimento approvato da Abodi, il contingentamento delle rose, prevede la possibilità di avere un numero massimo di 22 giocatori sopra i 21 anni a partire dalla prossima stagione, mentre dal campionato 2014/2015 le rose dovranno essere al massimo di 20 giocatori. Tutto questo viene fatto per ridurre il numero di giocatori presenti all'interno di una squadra e per facilitare gli Under, la cui presenza potrà essere illimitata.
In questo modo i giocatori più giovani verranno facilitati, ma le squadre potranno essere penalizzate (l'esperienza insegna che spesso un giovane che viene lanciato per obbligo può portare ad un impoverimento del livello tecnico). Le società avranno vantaggi economici come maggiori incentivi e minori costi sugli stipendi, ma ancora una volta, a pagarne, sarà lo Stato italiano con minori introiti.