Il 5 Maggio èuna data destinata a rimanere storica nei ricordi sportivi di milioni di tifosijuventini. Proprio come era accaduto undici anni fa nello stesso giorno, laJuventus si aggiudica il suo secondoscudetto consecutivo dell'era Conte, il numero 29 secondo le statisticheufficiali.
Nel 2002 i bianconeri battevanoall'ultima giornata l'Udinese in trasferta per 2-0 (reti di Trezeguet e DelPiero), mentre l'Inter perdeva rocambolescamente uno scudetto che era inpratica già suo (sconfitta per 4-2 all'Olimpico dalla Lazio). I nerazzurri furonocosì scavalcati in classifica al fotofinish dalla Juventus, tra l'incredulità ele lacrime di Ronaldo.
Dunque lastoria si ripete e la Juventus si confermaCampione d'Italia a tre giornate dalla fine della stagione, contro ilPalermo, in casa, davanti ai suoi tifosi, per la prima volta allo JuventusStadium (lo scorso anno festeggiò il traguardo sul campo neutro di Triestecontro il Cagliari).
Anche quest'anno la Juventus ha dimostrato tutta la sua superiorità in Italia, siatecnica che tattica, finendo per archiviare la pratica scudetto in anticipo econ largo margine di punti sulla seconda, il Napoli, l'unico vero avversarioche ha cercato di tener testa ai bianconeri finchè ha potuto.
Lo scorso anno lacompagine torinese si aggiudicava, imbattuta, un campionato un tantino piùsofferto, mentre l'ultimo titolo è stato ilcoronamento di un cammino eccezionale, quasi incontrastato anche se conqualche stop, per i punti conquistati(83), il numero di vittorie (26 su35 gare), le reti realizzate (68) equelle subite (10).
Numeri cherappresentano la sintesi della forza e dei meriti equamente ripartiti, tra la dirigenza, l'allenatore Conte e lasquadra.
La Juventus come detto, ha mostrato tutta la suaforza espressa sul campo attraverso una mostruosacontinuità di risultati, ottime qualitàindividuali e grande e duttile organizzazionedi gioco. Conte, pur se squalificato e lontano dal campo nei primi 4 mesidel campionato, ha trasmesso una mentalitàvincente ad una squadra di base già forte.
Impenetrabile in difesa con Buffon e un trio di centrali (Barzagli,Bonucci e Chiellini) che ha pochi eguali in circolazione, calibrata e precisa a centrocampo, grazie all'eccellente regia diPirlo, alla grinta e ai goal di Vidal, agli inserimenti e all'estro diMarchisio, al grande talento di Pogba.
E alla fluidità di gioco degli esterniLiechtsteiner e Asamoah.
Occorre poi evidenziare un altro elemento che rendemerito a questa squadra, il rendimentodell'attacco. Un reparto offensivo, quello juventino, che privo di un veroe proprio bomber (da 20-25 reti) ha dato il suo prezioso contributo in terminidi intercambiabilità e prontezzarealizzativa con l'estro di Vucinic e Giovinco, e il sacrificio tattico di buone ma non certo eccelse alternative come Matrie Quagliarella.
Adesso possono iniziare i meritati festeggiamentiper la società, la squadra e i suoi milioni di tifosi sparsi ovunque. Il ciclo vincente è appena cominciato, gliavversari, nel rendere onore e complimentarsi con la Juventus, possono ora riorganizzarsiper accorciare il loro gap dai bianconeri.
Mentre alla Juve Regina d'Italia,come ha fatto intendere l'allenatore Conte, mancano pochi innesti percompletarsi e cimentarsi alla pari nell'Olimpo delle "Grandi squadre d'Europa". E' l'obiettivo da inquadrare (e cercaredi centrare) per i bianconeri da qui all'avvio della prossima stagione.