Andrea Antonelli è morto, il pilota italiano 25enne del team Kawasaki dopo aver preso il controllo della sua moto sotto una pioggia torrenziale, cade e viene investito dalla moto di Lorenzo Zanetti. Viene trasportato in ospedale e intubato, forte trauma tranico e condizioni gravi, si spera in una ripresa dei sensi ma dopo l'ora di pranzo arriva la notizia della sua morte.
Il mondiale Superbike diventa tragedia in Russia, inizialmente rinviata per le ore 13:30 gara 2 , la notizia della morte di Andrea Antonelli non poteva che portare ad annullare gara 2 e Supersport.
L'incidente è accaduto nel 1°giro, Zanetti con la sua Honda ha investito Antonelli appena scivolato e a terra senza averlo potuto vedere, le immagini chiariscono che si era alzata una nube d'acqua sull'asfalto di Mosca, dunque visibiltà zero.
Ma perchè far disputare il GP di Russia di Superbike e la Supersport sotto un diluvio simile? Il rischio era palese, la visibilità insufficiente per gareggiare. Sicuramente da rivedere le regole sulla sicurezza, il primo a protestare è il vincitore di gara 1, Marco Melandri.
Il pilota della BMW è stato bravissimo nella prima gara del GP di Russia, vincente la strategia del pit stop per il cambio gomme. Alla fine è diventata una vittoria amarissima, ma parlando anche di sport, si riapre la classifica del Mondiale Superbike 2013, sono ora 32 i punti di distacco di Marco Melandri dal francese Sylvain Guintoli che la comanda, il pilota dell'Aprilia è arrivato sesto.
Tornando alla cronaca, se si pensa che ci sono piloti che pagano per correre in Superbike, far disputare poi una gara con queste condizioni meteo, è pazzesco. Inutili però le recriminazioni post evento, Antonelli è morto ma questa tragedia e il tipo di incidente quasi annunciato deve far riflettere sulle regole della sicurezza, e non solo della Superbike.